Il tribunale thailandese assolve Thaksin Shinawatra dall’accusa di offesa alla monarchia
Venerdì, la corte penale di Bangkok ha assolto l’ex primo ministro Thaksin Shinawatra dall’accusa di aver insultato la monarchia, un crimine molto grave punibile con pene da 3 a 15 anni di detenzione. Shinawatra, 76 anni, era stato incriminato a giugno 2024. È uno degli uomini più ricchi del paese e figura di spicco della politica thailandese negli ultimi vent’anni, riporta Attuale.
Le accuse contro di lui risalgono a un’intervista rilasciata nel 2015 mentre era in esilio. Thaksin aveva affermato che il colpo di stato dell’esercito del 2014, che portò alla destituzione della sorella Yingluck Shinawatra, fosse stato orchestrato da «alcune persone nel palazzo» e membri del Consiglio privato, il quale comprende 19 consiglieri del re thailandese. Sebbene la legge sulla diffamazione della monarchia riguardi formalmente solo i reali, il caso è stato considerato dai sostenitori di Thaksin come politicamente motivato e piuttosto debole. Nonostante ciò, in passato diversi individui sono stati condannati in casi non strettamente legati all’offesa ai membri della famiglia reale.
Thaksin, deposto nel 2006 da un colpo di stato militare dopo aver governato nei primi anni 2000, è stato condannato a otto anni di carcere per vari reati, tra cui corruzione e conflitto di interessi, che secondo molti, incluso lui stesso, erano politicamente motivati. Sebbene mai incarcerato, ha trascorso 15 anni in esilio all’estero, tornando in Thailandia nell’agosto 2023 dopo che il suo partito, il Pheu Thai, raggiunse un accordo di governo con i militari, i quali esercitano un’enorme influenza sulla politica del paese. A seguito di questo accordo, la sua condanna fu ridotta a un anno, e a febbraio 2024 gli fu concessa la libertà condizionale per questioni legate alla salute e perché aveva già scontato oltre un terzo della pena.
Dall’agosto 2024, il ruolo di primo ministro della Thailandia è stato ricoperto da sua figlia Paetongtarn Shinawatra. Tuttavia, lo scorso luglio, Paetongtarn è stata sospesa a causa di una telefonata ritenuta inappropriata in cui commentava una disputa territoriale tra Thailandia e Cambogia, utilizzando toni deferenti nei confronti dell’ex primo ministro cambogiano Hun Sen, ancora molto influente nel paese. La sentenza che determinerà se Paetongtarn sarà definitivamente rimossa dall’incarico è attesa per la prossima settimana.
Mah, è davvero pazzesco, che in Thailandia si possa insultare la monarchia e restare impuniti. Qui in Italia il rispetto per le istituzioni è sacro, mentre là sembra ci siano sempre risvolti politici dietro le accuse… Comunque, chissà come evolverà la situazione con la figlia.