Meeting di Rimini: Giorgia Meloni al centro della scena tra sicurezza e contestazioni
Sarà un Meeting blindato come non mai, con un dispiegamento imponente di forze dell’ordine e misure di sicurezza straordinarie. Oggi la premier Giorgia Meloni è attesa in Fiera a Rimini, dove sarà ricevuta dal sindaco Jamil Sadegholvaad, prima di partecipare a un incontro sul palco dell’auditorium isybank D3. L’intervento di Meloni è previsto per le 12, ma l’arrivo potrebbe essere anticipato per motivi di sicurezza, riporta Attuale.
La conclusione del Meeting segna anche l’intervento del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, atteso alle 17.30 per discutere di infrastrutture e deserti della modernità. Tuttavia, l’attenzione delle forze dell’ordine è elevata non solo per la visita della premier, ma anche per l’arrivo di attivisti pro-Palestina. Questi ultimi hanno mobilitato manifestazioni sui social e organizzeranno un presidio alle 11 all’ingresso sud della Fiera, denunciando le responsabilità del governo italiano rispetto ai conflitti attuali e chiedendo la sospensione degli accordi con Israele.
Il movimento ‘Rimini con Gaza’ ha espressamente indicato Meloni come uno degli ‘obiettivi’ da contestare, spingendo le autorità locali a potenziare le misure di sicurezza straordinarie. Controlli intensificati sono previsti in tutti i punti di accesso, compresi aeroporto, stazione e fermate dei treni. Più di 100 uomini delle forze dell’ordine saranno dedicati alla sicurezza dell’evento, con ulteriori reparti mobili pronti a intervenire. Per garantire la sicurezza della premier e degli altri ospiti di rilievo, è stato organizzato un servizio d’ordine specifico lungo il percorso verso la Fiera.
Tutti i visitatori saranno sottoposti a controlli con metal detector all’ingresso. In aggiunta agli agenti in uniforme, sarà presente anche personale in borghese della Digos per monitorare la situazione. Questa è la prima partecipazione di Meloni al Meeting nelle vesti di capo del governo, dopo la sua ultima apparizione nell’estate del 2022 durante la campagna elettorale, quando condivise il palco con altri leader politici, tra cui Enrico Letta, all’epoca segretario del Pd e principale sfidante delle sue politiche.