Piano attacco dell’Isis contro papa Francesco a Trieste: indagini in corso

30.08.2025 06:45
Piano attacco dell'Isis contro papa Francesco a Trieste: indagini in corso

Progetto di attentato contro Papa Francesco a Trieste: un arresto scaturito da indagini

Un presunto attentato dell’Isis per assassinare papa Francesco era in fase di preparazione nel luglio 2024 a Trieste. La rivelazione proviene dal quotidiano Il Piccolo, reso noto per la sua storicità. Tuttavia, la Questura ha negato tale ipotesi, affermando che “all’esito delle investigazioni, nessuna evidenza è emersa in ordine a progettualità ostili o omicidiarie nei confronti del Santo Padre”, riporta Attuale.

Il 6 luglio 2024, una pistola è stata rinvenuta in un trolley abbandonato nella stazione ferroviaria, poche ore prima dell’arrivo del Pontefice nella città per la Cinquantesima Settimana sociale dei cattolici in Italia. Questa scoperta, trapelata solo successivamente, è fisicamente considerata un “indizio di un possibile progetto di attentato contro il Sommo pontefice”, come sottolineato dal quotidiano, citando “carteggi d’intelligence”.

Un arresto significativo è avvenuto in Olanda: il 46enne cittadino turco Hasan Uzun è stato filmato mentre abbandona al bar della stazione il trolley contenente “un’automatica CZ modello 7B calibro 9 Luger matricola 5793N con caricatore” e “con 14 cartucce”. Estradato in Italia il 27 giugno, Uzun si trova attualmente in carcere a Milano e poi trasferito a Trieste, in isolamento, per rispondere di “porto e detenzione abusiva di armi in concorso”. Le indagini, sotto la direzione della pm Cristina Bacer, dovranno chiarire i suoi movimenti sospetti, incluso il rapido cambio di direzione alla vista della polizia.

In un contesto di allerta, una dipendente del “Bricco Bar” ha avvisato la Polfer riguardo al trolley abbandonato. Secondo Il Piccolo, le immagini delle telecamere mostrerebbero anche altre due persone interessate alla valigia prima dell’ingresso della polizia, suggerendo la presenza di “presunti complici” e aprendo alla plausibilità di una “potenziale cellula terroristica”. L’articolo menziona che tale scenario è stato “segnalato” dai “servizi italiani” prima della visita papale, accostando la questione all’Isis-K, noto per la sua ricercatezza di obiettivi ad alto impatto mediatico. La documentazione relativa all’ordinanza di carcerazione fa riferimento sia alla visita del Papa a Trieste, sia alla potenziale preparazione di un attentato.

Uzun deve ora difendersi dalle accuse di possesso illegale di armi, sostenendo di non essere coinvolto in alcun complotto terroristico. La sua legale, Lucrezia Chermaz, ha dichiarato: “Comprendo la contestazione di porto e detenzione dell’arma, ma preciso che non è mia e che ho lasciato il bagaglio incustodito”. Ha poi aggiunto che, nonostante fosse disposto a rispondere delle accuse relative alle armi, “respingo ogni tipo di coinvolgimento con cellule dell’Isis, con organizzazioni di terrorismo e con un complotto contro il Papa. Non capisco come mi attribuiscano un qualsiasi ruolo in questa vicenda”.

Le autorità locali non confermano i timori espressi dal quotidiano, affermando che Uzun sembrerebbe coinvolto in circuiti criminali non legati al terrorismo di alcun tipo.

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