Francia: Voto di fiducia in arrivo mentre cresce l’allerta sul debito pubblico
Il primo ministro francese François Bayrou ha convocato un voto di fiducia per lunedì 8 settembre, un evento che potrebbe segnare la caduta del governo di minoranza in carica. Questa decisione rappresenta un ultimo tentativo di convincere i partiti dell’opposizione a sostenere il suo controverso progetto di legge di bilancio per il 2026, fortemente criticato ma definito necessario da Bayrou per affrontare una situazione finanziaria disastrosa, riporta Attuale.
Bayrou ha dichiarato che il debito pubblico francese è estremamente grave, richiedendo misure drastiche per evitare una crisi finanziaria. Tuttavia, i partiti all’opposizione accusano il premier di utilizzare toni apocalittici per forzare l’approvazione di una legge severa e impopolare, pur riconoscendo la necessità di ridurre il debito. Attualmente, il debito francese ammonta a 3.345 miliardi di euro, pari al 113,9% del Prodotto Interno Lordo (PIL), il terzo debito più alto della zona euro, superato solo da Grecia e Italia.
Il debito cresce a causa di un deficit costante, risultato delle spese che superano le entrate. Negli ultimi anni, questo deficit è aumentato a seguito della pandemia e della crisi energetica derivante dalla guerra in Ucraina. Nonostante l’emergenza sia passata, i governi francesi non sono riusciti a invertire questa tendenza, creando un circolo vizioso di instabilità politica. Da tempo, la Francia chiude l’anno fiscale in deficit, con l’ultimo anno che ha visto un deficit record dal 1945, eccezion fatta per il 2020 durante la pandemia.
Il 2024 non ha presentato una crisi giustificabile per una spesa anomala, eppure la spesa pubblica ha superato le entrate per 169,6 miliardi di euro, costringendo il governo a rimanere sotto osservazione da parte della Commissione Europea per eccesso di deficit. Attualmente, il governo deve decidere se ridurre la spesa pubblica, la più alta d’Europa in rapporto al PIL, o aumentare le tasse, che sono già tra le più elevate della zona euro. Entrambe le opzioni sono mal viste dai cittadini francesi.
La legislazione di bilancio proposta da Bayrou per il 2026 mira a ridurre il deficit al 4,6% del PIL, ma molte misure sono state respinte dall’opposizione. Nel frattempo, i tassi di interesse sui titoli di stato aumentano, rendendo la situazione finanziaria della Francia più rischiosa agli occhi degli investitori, che percepiscono un’affidabilità simile a quella dell’Italia, un paese storicamente ritenuto poco virtuoso.
La crisi del debito sta generando preoccupazioni, ma molti economisti sostengono che gli allarmi di Bayrou siano esagerati. Nonostante il debito alto, vi è ancora una forte fiducia nell’economia francese, e gli investitori sono disposti a prestare denaro, come evidenziato dall’ultima raccolta di 7,6 miliardi di euro da parte del dipartimento per il debito pubblico, che ha riscontrato un’offerta quattro volte superiore a quanto necessario.
Ma dai, la Francia è messa male! Non basta il debito mostruoso, ora ci si mette anche un governo in crisi… Eppure, le cose sembrano essere sempre più complicate. Qui abbiamo i nostri problemi, ma questo mi sembra un circolo vizioso impossibile. E chissà come reagiranno gli italiani, che non sono esattamente famosi per avere fiducia nella politica!