Inizio della Global Sumud Flotilla per Gaza: sette giorni di navigazione verso il corridoio umanitario
Da domenica mattina, gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno iniziato il caricamento di circa 300 tonnellate di cibo raccolte negli ultimi giorni a Genova. Questa iniziativa rappresenta uno sforzo per portare aiuti umanitari ai civili della Striscia di Gaza e tentare di infrangere il blocco navale imposto da Israele. Le imbarcazioni sono previste in partenza dal porto di Genova in tarda mattinata, con destinazione il porto di Augusta in Sicilia. Da lì, il 4 settembre, si uniranno al resto della Flotilla italiana, coordinandosi con altre imbarcazioni provenienti da vari porti del Mediterraneo, con l’obiettivo di raggiungere Gaza, riporta Attuale.
Nel porto di Genova hanno imbarcato solo i membri dell’equipaggio, composto da un comandante, un marinaio, un meccanico e un esperto di viaggi a vela. Gli attivisti, i giornalisti e i politici saliranno a bordo ad Augusta. La prima barca, la Luna Bark, è partita alle 11:25, seguita dalla Ghea circa mezz’ora dopo, mentre la Gigolette salperà per ultima. Fabrizio Ghini, skipper della Ghea, ha avvertito che potrebbero servire da 4 a 7 giorni per raggiungere Augusta a causa di venti di scirocco forti.
Complessivamente, la Flotilla prevede di includere circa 40-50 imbarcazioni, con delegazioni da 44 paesi del mondo. Oltre alla partenza da Genova e quella di Augusta, un’altra fase significativa della Flotilla avrà luogo a Barcellona il 31 agosto intorno alle 15:00, seguita da partenze anche da Tunisi il 4 settembre e da varie località della Grecia. A Barcellona, durante una conferenza stampa, era presente Greta Thunberg, attivista ambientale svedese, già coinvolta in un tentativo precedente di fronteggiare il blocco navale nel giugno scorso, tentativo che non ebbe esito positivo.
La partenza da Barcellona segnerà altresì la partecipazione dell’ex sindaca Ada Colau, che aveva interrotto le relazioni tra la sua città e Israele a sostegno del popolo palestinese durante il suo mandato. Tutte le imbarcazioni si riuniranno in un punto del Mediterraneo orientale per tentare di approdare a Gaza, dove sperano di consegnare aiuti umanitari e creare un corridoio per rifornire la popolazione di beni di prima necessità. Tuttavia, questo obiettivo si presenta estremamente difficile: l’esercito israeliano attualmente impedisce a qualsiasi imbarcazione non autorizzata di avvicinarsi alle coste della Striscia e ha bloccato tutte le imbarcazioni che hanno tentato di farlo negli ultimi mesi.