Flottiglia di aiuti umanitari diretta verso Gaza
Il 4 settembre, una flottiglia composta da circa cinquanta imbarcazioni sarà diretta verso le acque israeliane con l’obiettivo di consegnare oltre 300 tonnellate di aiuti umanitari, tra cui cibo e medicine, provenienti da tutto il Mediterraneo, riporta Attuale.
Lo slogan della Global Sumud Flotilla, «Mentre il mondo tace, noi salpiamo», evidenzia l’intento della spedizione, che ha già visto le prime partenze da Barcellona e Genova. Il 4 settembre, altre imbarcazioni si uniranno a questa iniziativa dalla Tunisia e dalla Sicilia. Il gruppo, composto da attivisti di alto profilo come Greta Thunberg, Thiago Avila e l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau, punta a superare il blocco israeliano.
«Questa sarà la missione di solidarietà più grande della storia», ha dichiarato Avila ai giornalisti la scorsa settimana, esprimendo fiducia nella riuscita dell’operazione. Maria Elena Delia, una delle coordinatrici italiane, ha affermato: «Vogliamo consegnare le 300 tonnellate di aiuti umanitari raccolti in cinque giorni» ma resta alta la preoccupazione per possibili arresti da parte della marina israeliana.
Il supporto alla flottiglia proviene da una vasta gamma di artisti e intellettuali di spicco, tra cui Alessandro Gassman e Claudio Santamaria, suggerendo un ampio sostegno alla causa umanitaria.
Durante l’imbarco, gli attivisti hanno partecipato a un intenso programma di formazione legato al comportamento da seguire in caso di ispezione da parte dei soldati israeliani, includendo linee guida rigorose per evitare il conflitto. La storia della flottiglia è segnata da tentativi precedenti, alcuni dei quali si sono conclusi con l’arresto degli equipaggi e il sequestro di carichi umanitari.
Sin dalla sua istituzione nel 2007, il blocco di Gaza ha visto oltre 37 missioni marittime, ma questa flottiglia è la più ambiziosa, con la partecipazione di persone da 44 Paesi. La missione di quest’anno si distingue per il numero di partecipanti e l’intento di sfidare e mettere in discussione le politiche israeliane.
Gli attivisti sostengono di essere «dalla parte giusta della storia», esprimendo una narrativa forte contro il sionismo e affermando che l’Europa è complice nel perpetuare il conflitto. La flottiglia, come sottolineano organizzatori e partecipanti, rappresenta una risposta alle politiche internazionali che, sebbene critiche verso Israele, non si traducono in azioni decisive.