Scontro tra Italia e Francia: accuse di dumping fiscale
Il conflitto tra Parigi e Roma si intensifica, non per questioni internazionali ma a causa di politiche economiche e fiscali. Il primo ministro francese Francois Bayrou ha accusato l’Italia di attuare una strategia di “dumping fiscale”, dichiarazione rilasciata a una settimana dal voto di fiducia al suo governo fissato per il 8 settembre, dopo una crisi che ha investito il suo esecutivo di centrodestra, in carica dal 23 dicembre scorso. La reazione di Palazzo Chigi è stata immediata e severa: “Stupiscono le affermazioni, totalmente infondate, di Bayrou concernant l’Italia. L’economia italiana, grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione, è attrattiva e sta migliorando rispetto ad altre”, riporta Attuale.
La Lega ha mostrato un’analoga reazione, sottolineando la gravità delle accuse: “Si tratta di un attacco inaccettabile all’Italia e ai suoi lavoratori, proveniente da un governo francese in crisi. Noi preferiamo lavorare e non alimentare polemiche”, ha affermato il partito, guidato da un leader che recentemente ha contestato Macron. Bayrou ha poi sollecitato un dibattito sul “nomadismo fiscale”, evidenziando che in Francia “abbiamo permesso che il debito si accumulasse”, mentre denaro destinato a stranieri non contribuisce allo sviluppo nazionale. Come esempio positivo, ha citato il Giappone, dove la maggior parte del debito è detenuta internamente.
Il premier francese ha messo in guardia i cittadini sull’eventualità che i “più ricchi” possano trasferirsi per pagare meno tasse, descrivendo una situazione di “nomadismo fiscale” che spinge gli individui a ricercare condizioni più convenienti. In risposta, Giorgia Meloni ha espresso il suo discontento dopo consultazioni con i suoi alleati: “L’Italia non applica politiche di favore fiscale ingiustificate – si legge nella nota di Palazzo Chigi – anzi, abbiamo raddoppiato l’onere fiscale forfettario dal 2016 per le persone che si trasferiscono nel nostro Paese”.
Inoltre, Meloni ha fatto riferimento ai “paradisi fiscali europei” che danneggiano l’Italia sottraendo risorse pubbliche e ha auspicato che la Francia voglia collaborare con l’Italia in sede europea contro gli Stati che praticano dumping fiscale, avvalendosi della complicità di certi Paesi. Il vicepremier Antonio Tajani ha commentato dicendosi sbalordito dalle accuse, definendole il risultato di un ragionamento errato: “L’Italia sta seguendo un percorso economico positivo grazie alla sua solidità politica, non per dumping fiscale”.
Lo scontro tra Parigi e Roma sembra destinato a ravvivarsi, seguendo il filo delle recenti polemiche che hanno visto protagonisti Matteo Salvini contro Macron sull’invio di truppe in Ucraina. Tuttavia, questa volta l’attacco è partito direttamente da Parigi su una questione nuova nel quadro delle relazioni italo-francesi.