La Global Sumud Flotilla: un simbolo di resistenza per la popolazione palestinese
La Global Sumud Flotilla, la più grande iniziativa indipendente volta a portare cibo nella Striscia di Gaza, si propone come atto di resistenza contro Israele, che controlla i confini e limita l’accesso a cibo e beni essenziali. L’iniziativa utilizza il termine arabo sumud, che significa “resistenza”, per sottolineare la lotta contro le restrizioni imposte da Israele, che ha instaurato un rigido blocco navale dal 2006, riporta Attuale.
Il concetto di sumud va oltre la semplice resistenza: nella cultura palestinese rappresenta un simbolo di identità e solidarietà, evidenziando la motivazione alla base della causa palestinese. Questa parola è recentemente diventata un marchio distintivo, comparendo su magliette e gadget, e rappresenta anche l’esperienza delle donne palestinesi in un libro dedicato a tale tema.
Il termine sumud è intraducibile in italiano e, secondo il traduttore palestinese Nabil Bey Salameh, tesaurizza un insieme di significati che includono “resistenza, speranza, solidarietà”. Derivato dalla radice verbale samada, significa sia “resistere” che “prendere”, facendo riferimento a un atteggiamento collettivo che caratterizza la volontà di abitare le terre palestinesi, nonostante l’occupazione.
Uno studio del 2017 lo descrive come un concetto «socio-politico» che si oppone all’occupazione militare e sostiene la volontà di sopravvivere in un contesto avverso. Il giornalista palestinese Yousef Alhelou ha sostenuto che sumud rappresenta «l’antitesi della sottomissione». Questo concetto ha guadagnato notorietà dopo la Nakba, il termine che si riferisce all’esodo forzato di circa 700.000 palestinesi durante la guerra del 1948.
Negli anni ’70, l’OLP raccomandava ufficialmente l’adozione di sumud come risposta all’occupazione israeliana, iniziata nel 1967. Il poeta Raja Shehadeh, nel suo libro The Third Way, scrisse che gli alberi di ulivo diventavano simboli di resistenza, rappresentando la capacità dei palestinesi di resistere nonostante la loro situazione. Oggi, l’ulivo non è solo un albero comune in Palestina, ma simboleggia la perseveranza e la resilienza di un popolo in lotta per la propria terra.