Il 1° settembre 2025 un episodio insolito ha coinvolto l’aereo con a bordo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Durante l’avvicinamento all’aeroporto di Plovdiv, in Bulgaria, il velivolo ha subito un’interruzione dei sistemi di navigazione satellitare ed è stato costretto ad atterrare utilizzando mappe cartacee. Secondo Financial Times, funzionari europei sospettano un’operazione di disturbo elettronico attribuibile alla Russia.
Sospetti di interferenza russa e reazioni ufficiali
Tre alti funzionari citati dal quotidiano hanno affermato che si è trattato di un caso di “interferenza deliberata”. Le autorità bulgare hanno confermato la possibilità di un intervento esterno, mentre la vice-portavoce della Commissione europea, Arianna Podestà, ha sottolineato che il blocco del GPS rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei voli civili. La stessa von der Leyen, dopo l’atterraggio, ha proseguito la sua visita incontrando il primo ministro Rosen Zhelyazkov e visitando uno stabilimento di produzione di munizioni, ripartendo successivamente senza ulteriori incidenti. Mosca, attraverso il portavoce Dmitri Peskov, ha negato ogni responsabilità.
Crescente utilizzo del jamming come arma ibrida
Dal 2022 la Bulgaria registra un aumento dei casi di disturbo e falsificazione dei segnali GPS. Queste interferenze, storicamente impiegate in ambito militare, vengono sempre più utilizzate da Mosca per condizionare le attività civili. Episodi simili sono stati segnalati nei Paesi baltici e in Scandinavia, con conseguenze per l’aviazione civile, la navigazione marittima e le comunicazioni. A maggio l’Estonia aveva già denunciato che la Russia stava bloccando i segnali GPS in almeno sette Paesi europei, oltre che contro l’aviazione britannica.
Implicazioni strategiche e rischi per l’aviazione civile
Secondo gli esperti, il disturbo subito dall’aereo di von der Leyen non può essere considerato un semplice guasto tecnico, bensì una provocazione che segnala la volontà del Cremlino di superare “linee rosse” e testare la reazione occidentale. Il jamming del GPS costituisce una violazione del diritto internazionale, in particolare della Convenzione di Chicago sulla sicurezza del traffico aereo civile, e rappresenta un rischio immediato per la sicurezza dei passeggeri. Oltre all’aviazione, anche trasporti marittimi, reti logistiche e sistemi finanziari dipendono da coordinate satellitari precise, rendendo queste interferenze una minaccia trasversale.
Verso una risposta coordinata di UE e Stati Uniti
Il rafforzarsi di questi episodi spinge Bruxelles e Washington a valutare una strategia comune contro le guerre ibride russe. Tra le ipotesi vi sono il potenziamento dello scambio di informazioni di intelligence, lo sviluppo di meccanismi rapidi di individuazione delle fonti di disturbo e l’introduzione di nuove sanzioni mirate al complesso militare-industriale russo responsabile dei sistemi di guerra elettronica. Inoltre, i Paesi occidentali sono chiamati a portare la questione all’attenzione delle organizzazioni internazionali come l’ICAO e le Nazioni Unite per ottenere una condanna formale delle interferenze.
Mah, questa storia è davvero pazzesca! Immaginate di atterrare con una mappa di carta nel 2025! E poi sospettare della Russia… sembra un film di spionaggio! Da noi in Sicilia, quando c’è il maltempo, ci lamentiamo, ma questo è un altro livello! Che tensione…