La crisi della Francia e le sue implicazioni europee
Secondo il politologo Marc Lazar, docente presso Sciences Po a Parigi e alla Luiss a Roma, la Francia si trova in una situazione critica, con un deficit pubblico elevato e una crescente instabilità politica. “Sì, indubbiamente, perché si accumulano enormi problemi”, ha affermato, evidenziando anche che il debito, sebbene inferiore a quello italiano, è in gran parte nelle mani di investitori stranieri. Questa crisi mette in discussione il ruolo di Macron in Europa, con conseguenze significative per l’intero continente, riporta Attuale.
Macron ha cercato di mantenere un’influenza europea, soprattutto riguardo alla situazione in Ucraina, ma la sua capacità di agire è limitata dalla sua debolezza politica interna. “Francia e Germania sono i due Paesi attualmente malati”, ha sottolineato Lazar, suggerendo che le difficoltà interne potrebbero tradursi in gravi ripercussioni per l’Europa.
Il rischio che i mercati puniscano la Francia è reale, con le agenzie di rating pronte a esprimere giudizi che potrebbero aggravare la situazione economica. Lazar ha notato: “Il timore rispetto ai prossimi annunci delle agenzie di rating dimostra che la situazione è grave. Per il momento ciò che salva la Francia è il fatto che ci sono basi forti”.
In merito alle previsioni politiche, Lazar prevede un possibile collasso del governo francese il prossimo 8 settembre, evidenziando la mancanza di supporto anche tra i membri della maggioranza. “Quasi sicuramente il governo cadrà”, ha affermato, aggiungendo che i cittadini sono consapevoli del problema del debito pubblico e ne sono spaventati, ma l’impopolarità del governo attuale frena il sostegno.
Macron tenterà di guadagnare tempo e calmare gli animi, soprattutto in vista della formazione di un nuovo movimento sociale previsto per il 10 settembre. “Tuttavia, deve approvare la legge di bilancio”, ha avvertito Lazar, sottolineando che c’è la necessità di nominare un nuovo premier che possa ottenere l’appoggio di partiti come i socialisti.
Una manovra difficile, ma non impossibile: “Ha un piccolo margine di manovra”, ha dichiarato, notando che né i socialisti né i Repubblicani sono pronti per elezioni legislative imminenti e per una campagna presidenziale. Se riuscisse a trovare un candidato che possa attrarre il consenso di entrambe le forze, potrebbe formare un governo stabile.
In caso di insuccesso, Lazar avverte che il rischio di scioglimento dell’Assemblea Nazionale è concreto, creando una situazione di ingovernabilità. “Potrebbe seguire l’esempio di Mitterrand nel 1986”, suggerisce, con referendum per modificare la legge elettorale verso un sistema proporzionale, un’idea vista come l’unica soluzione per stabilire un dialogo tra i partiti.
Infine, le conseguenze di una crisi francese potrebbero riverberarsi anche sulla posizione europea riguardo a potenze come Russia e Stati Uniti. “Il rapporto con l’America è un periodo storico finito”, ha affermato Lazar, indicando che le tensioni geopolitiche richiederebbero una Francia forte e coesa per affrontare le sfide future.
“Attenti, l’indebolimento della Francia come quello della Germania o in passato dell’Italia è una difficoltà dell’Europa”, conclude Lazar, invitando a riflettere sul fatto che il futuro dell’Unione potrebbe dipendere dalla stabilità politica e economica di questi potenti membri.