Trump e la saga dei penultimatum
Durante il fine settimana, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente espresso la sua insoddisfazione riguardo alla situazione in Ucraina, alludendo ad attacchi russi in corso con oltre 800 droni e missili a lunga gittata. Dopo un’ondata di raid notturni dell’Armata russa che hanno colpito le principali città ucraine, Trump ha dichiarato che entro pochi giorni contatterà Putin. Il suo segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha avvertito che Washington è pronta a imporre nuove sanzioni severe per indebolire l’economia russa. A questo punto si attende di vedere se le parole di Trump si tradurranno in azioni, mentre il conflitto continua a provocare vittime civili a Kiev e in altre aree dell’Ucraina, riporta Attuale.
La situazione in Medio Oriente non è migliore: un attentato, la cui responsabilità non è attribuita a Hamas, ha causato almeno sei morti a Gerusalemme, mentre l’esercito israeliano continua a lanciare attacchi su Gaza, uccidendo anche civili. Trump ha minacciato i jihadisti, affermando che la guerra si concluderà solamente se verranno liberati tutti gli ostaggi. Tuttavia, il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che la vittoria sarà raggiunta a qualsiasi costo.
Rimanendo negli Stati Uniti, si nota che Trump ha suscitato polemiche durante la finale degli US Open, dove è stato fischiato da una parte del pubblico presente, mentre attendeva la partenza della partita tra Sinner e Alcaraz. Inoltre, all’Academia di West Point, è stato cancellato un premio destinato all’attore Tom Hanks, a causa delle sue posizioni politiche controcurrenti rispetto all’amministrazione attuale.
In un contesto di crescente tensione, gli eventi di questo fine settimana evidenziano quanto sia complessa la situazione sia in Ucraina che nel Medio Oriente, mentre sia Trump che Netanyahu si trovano ad affrontare sfide su più fronti, tra attacchi e critiche interne.