Il futuro di François Bayrou in bilico: il voto di fiducia si avvicina
Lunedì pomeriggio i deputati dell’Assemblea Nazionale francese voteranno la fiducia al primo ministro François Bayrou. È probabile che Bayrou non ottenga il necessario consenso, diventando così il terzo primo ministro francese a dimettersi in poco più di un anno. Questa situazione potrebbe spingere il presidente Emmanuel Macron a convocare nuove elezioni, un’opzione ritenuta poco probabile, sebbene non completamente esclusa, riporta Attuale.
Il voto di fiducia, richiesto dallo stesso Bayrou, viene presentato come l’ultima opportunità per sostenere la sua legge di bilancio per il 2026, che ha suscitato forti critiche per i massicci tagli alla spesa pubblica. Fin dall’inizio, questa è stata una rischiosa scommessa politica, che pone in ulteriore difficoltà la già instabile situazione politica in Francia, ora in preparazione per le elezioni presidenziali del 2027.
Bayrou è entrato in carica a dicembre 2024, guidando un governo di minoranza sostenuto da un blocco centrista composto da MoDem, Renaissance, i Repubblicani e altre forze politiche minori, per un totale di 210 parlamentari su 577, ben lontano dalla maggioranza necessaria di 289. In opposizione si trovano il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella e i partiti di sinistra e centrosinistra, tra cui i Socialisti e La France insoumise (LFI), che alle ultime elezioni si erano uniti nel Nuovo Fronte Popolare.
Molti partiti di opposizione, tra cui i tre principali—Rassemblement National, La France Insoumise e i Socialisti—hanno annunciato il loro voto contrario, rendendo difficile per Bayrou ottenere la maggioranza richiesta. Inoltre, all’interno dei partiti che lo sostengono, come i Repubblicani, ci sono divisioni interne che potrebbero compromettere ulteriormente il suo supporto.
Il Rassemblement National e La France Insoumise hanno già sollecitato nuove elezioni, ma l’eventualità rimane incerta; solo Macron può decidere di anticiparle. Sebbene abbia comunicato la sua riluttanza a farlo, non ha escluso questa possibilità. Tuttavia, tale decisione sarebbe particolarmente delicata per il Rassemblement National, data l’attuale situazione legale di Le Pen, che non può candidarsi a causa di una condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento Europeo. Qualora si andasse a elezioni, rimarrebbe da capire se il partito sostenerebbe Le Pen o presenterebbe Bardella.
La discussione in parlamento inizierà alle 15: Bayrou pronuncerà un discorso per difendere le scelte del suo governo, con focus sulla legge di bilancio, seguito da un dibattito aperto. Il voto si svolgerà tra le 19 e le 20, i cui risultati saranno resi noti poco dopo.
Contemporaneamente, il 10 settembre sono previste proteste e scioperi in tutta la Francia contro il governo di Bayrou, indipendentemente dall’esito del voto di fiducia, evidenziando il clima di tensione politica che circonda l’attuale amministrazione.