Cinque ragazzi indagati per violenza sessuale di gruppo a Brindisi, vittima una 19enne durante vacanza a Malta

10.09.2025 07:25
Cinque ragazzi indagati per violenza sessuale di gruppo a Brindisi, vittima una 19enne durante vacanza a Malta

Indagini su cinque ragazzi pugliesi per violenza sessuale di gruppo a Malta

Cinque ragazzi di età compresa tra 17 e 19 anni, originari della Puglia, sono attualmente indagati per violenza sessuale di gruppo a Brindisi. La vittima, una ragazza di 19 anni, ha denunciato l’episodio a Conegliano, in provincia di Treviso, riferendo che lo stupro sarebbe avvenuto la sera del 22 luglio scorso durante un soggiorno a Malta, in un appartamento affittato dal gruppo per una vacanza post-maturità, riporta Attuale.

Quattro dei presunti colpevoli risiedono a Brindisi, mentre il minorenne proviene da Lecce. La giovane ha spiegato di aver conosciuto i ragazzi durante il soggiorno, accettando poi di andare nell’appartamento. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero sfruttato lo stato di inferiorità psichica della ragazza, visibilmente ubriaca, immobilizzandola e costringendola a subire abusi. Sebbene il 17enne non abbia partecipato attivamente, è stato comunque registrato tra gli indagati. La ragazza ha riferito dell’accaduto ai genitori il giorno dopo, prima di presentare formale denuncia.

Durante l’episodio, sarebbero stati registrati video che, secondo le indagini, potrebbero essere stati diffusi su piattaforme di messaggistica come Telegram. I cellulari dei ragazzi sono stati sequestrati per essere analizzati con tecniche forensi, e anche il telefonino della ragazza verrà esaminato. Gli indagati hanno ammesso che quella sera alcuni di loro hanno avuto rapporti sessuali con la ragazza, ma si sono dichiarati estranei alla violenza, sostenendo che fosse consenziente.

Dopo la denuncia presentata dalla ragazza in Veneto, gli atti sono stati trasferiti alla procura di Brindisi, che ha avviato un’indagine e sequestrato i cellulari. Le forze dell’ordine stanno ora cercando di raccogliere ulteriori prove, eseguendo perquisizioni nelle abitazioni dei cinque giovani in Puglia per rinvenire indumenti intimi della vittima. I magistrati hanno stabilito che la legge italiana si applica, poiché si tratta di un reato commesso all’estero da cittadini italiani ai danni di una connazionale.

Al momento non sono state richieste misure cautelari nei confronti degli accusati. Le indagini sono condotte dagli investigatori della Squadra Mobile, sotto la direzione del vicequestore Giorgio Grasso. Nel frattempo, gli indagati hanno avviato il loro percorso universitario e continuano a respingere le accuse, dichiarandosi innocenti.

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