Proteste giovanili in Nepal portano alle dimissioni del governo
Martedì, il governo nepalese ha rassegnato le dimissioni a seguito di enormi proteste che hanno visto la partecipazione attiva di molti giovani, in particolare della Gen Z. I manifestanti hanno incendiato palazzi governativi e redazioni di giornali, esprimendo la loro frustrazione contro il nepotismo e le disuguaglianze economiche. Gli eventi recenti, come la chiusura dei social network e la violenta repressione delle prime manifestazioni, hanno ulteriormente alimentato il malcontento, che ha portato alla morte di almeno 22 persone durante gli scontri con la polizia, riporta Attuale.
Le disuguaglianze economiche sono un problema radicato in Nepal, dove un quarto della popolazione vive sotto la soglia di povertà e il tasso di disoccupazione è al 12,6%, con oltre il 20% tra i giovani. Gli elevati livelli di miseria e la mancanza di opportunità hanno spinto molti a cercare lavoro all’estero, con 740.000 che negli ultimi mesi hanno lasciato il paese, spesso per lavorare in settori come l’agricoltura e l’edilizia. Le rimesse degli emigranti hanno rappresentato nel 2024 circa 11 miliardi di dollari, un quarto dell’economia nepalese.
I giovani nepalesi si sono sentiti ulteriormente frustrati dall’evidente distacco della classe politica, spesso ripresa in atteggiamenti sfacciati sui social media, esibendo stili di vita lussuosi in contrasto con le condizioni economiche della maggior parte della popolazione. Gli eventi che hanno portato alle manifestazioni attuali si sono intensificati nel contesto di una lunga storia di corruzione che ha eroso la fiducia pubblica, tanto che secondo Transparency International, il Nepal è uno dei paesi più corrotti dell’Asia.
Da quando il Nepal è diventato una repubblica nel 2008, il paese ha visto un susseguirsi di governi, con ben oltre dieci cambi di amministrazione. Negli ultimi anni, personalità come Khadga Prasad Sharma Oli, Pushpa Kamal Dahal e Sher Bahadur Deuba hanno ricoperto il ruolo di primi ministri, ma gli scandali di corruzione sono diventati una costante, persistendo con crisi governative annuali.
Le manifestazioni, ispirate in parte dagli eventi simili in Bangladesh che hanno portato alle dimissioni della prima ministra Sheikh Hasina, sono diventate un movimento di protesta collettivo, evidenziando le frustrazioni crescenti della gioventù nepalese. Martedì, i manifestanti non si sono limitati a protestare davanti alle case di attuali membri del governo, ma hanno anche attaccato residenze di ex leader, lanciando un chiaro messaggio contro il sistema politico esistente.
Il futuro politico del Nepal è incerto: tra i nomi che si fanno per un possibile nuovo leader spicca quello di Balendra Shah, attuale sindaco di Katmandu. Nonostante abbia dichiarato di sentirsi “troppo vecchio” per partecipare alle manifestazioni della Gen Z, ora sta esprimendo il suo supporto a queste mobilitazioni. Laureato in ingegneria e noto rapper, Balen è emerso nella scena politica come sostenitore della lotta alla corruzione, proponendosi come una figura di riferimento per le nuove generazioni.