Progetto innovativo per la protezione dei minori nelle comunità di coltivatori di cacao in Costa d’Avorio

10.09.2025 16:15
Progetto innovativo per la protezione dei minori nelle comunità di coltivatori di cacao in Costa d’Avorio

Nuovo progetto in Costa d’Avorio per la protezione dei minori nei settori del cacao

Un innovativo progetto è stato avviato in Costa d’Avorio per la protezione di bambine, bambini e adolescenti che vivono nelle comunità di coltivatori di cacao. Questa iniziativa, frutto di una partnership tra Cooperazione italiana, Save the Children e Ferrero, si concentrerà sulle regioni dell’Haut Sassandra e nel distretto delle Montagnes, riporta Attuale.

Il programma durerà fino al 2030 e rappresenta un ampliamento di un’iniziativa avviata nel 2017, sostenuta da Ferrero, che continuerà a finanziare il progetto attraverso un partenariato pubblico-privato. Inoltre, saranno utilizzati fondi della Cooperazione italiana, in seguito alla selezione di una procedura comparativa gestita dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Grazie al bando dell’AICS e al supporto di Ferrero, il progetto disporrà di un finanziamento totale di quasi 20 milioni di euro. L’obiettivo principale è quello di rafforzare la protezione e il rispetto dei diritti dell’infanzia nelle comunità produttrici di cacao, attuando azioni volte a ridurre i rischi associati al lavoro minorile, connessi alla vulnerabilità socio-economica.

Una delle innovazioni del progetto consiste nell’approccio integrato e sistemico, che collega comunità, famiglie, fornitori e governi locali. Inoltre, il piano prevede di promuovere la sostenibilità economica tramite finanziamenti privati e istituzionali, al fine di creare un cambiamento strutturale e duraturo. Lavorare direttamente nella filiera del cacao, assieme a partner del settore corporate e fornitori locali, favorisce la trasmissione di conoscenze e competenze tra il settore pubblico e quello privato, trasformando gradualmente le buone pratiche in politiche pubbliche.

Questa strategia consente di integrare le misure di protezione dell’infanzia nelle operazioni della supply chain, assicurando che gli interventi raggiungano i bambini più vulnerabili e promuovano la sostenibilità a lungo termine, garantendo anche la replicabilità su scala più ampia.

“Da sempre crediamo nell’importanza della collaborazione tra istituzioni pubbliche, a livello nazionale e internazionale, società civile e settore privato, valorizzando l’esperienza e le competenze di ciascun attore”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children. “Il vero cambiamento non deriva da azioni isolate, ma da alleanze trasformative e durature”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di investire nel lungo periodo con azioni trasversali per risultati duraturi.

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