Bologna, 12 settembre 2025 – Rischio di escalation in Europa dopo l’invasione russa in Polonia
Lo sconfinamento dei droni russi nel sud-est del territorio polacco ha risvegliato l’Europa e sollevato preoccupazioni per un possibile allargamento del conflitto, un’ipotesi considerata più concreta che mai. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha paragonato la situazione attuale a un “crinale che ricorda il 1914”, facendo riferimento alla deflagrazione della Prima guerra mondiale, riporta Attuale.
Onorevole Stefano Bonaccini, quanto è cresciuta la tensione tra Bruxelles e Strasburgo dopo il blitz in Polonia?
“Basterebbe parlare con i miei colleghi polacchi in queste ore, oppure con quelli che vivono nei Paesi baltici, per cogliere quanto stia aumentando la preoccupazione. Serve equilibrio per evitare possibili escalation e, allo stesso tempo, nettezza nella risposta compatta degli europei e degli alleati, nel continuare a sostenere il popolo ucraino, nel denunciare le violazioni russe in tutte le sedi internazionali e nell’esprimere solidarietà ai Paesi più vicini al conflitto. Non ci faremo intimidire dall’aggressore russo”.
In Italia non c’è una vera percezione di un possibile allargamento del conflitto. È un’ipotesi concreta?
“È un dato di fatto che la percezione del rischio aumenta man mano che ci si avvicina ai confini ucraini e russi. Da una parte, la nostra politica estera e quella europea non possono limitarsi all’invio degli aiuti militari, ma devono affiancare anche una robusta iniziativa diplomatica a livello europeo. Dall’altra, non possiamo non farci carico di supportare le richieste di maggiori garanzie di sicurezza da parte dei Paesi europei più esposti alle azioni aggressive russe”.
L’opposizione di centrosinistra in Parlamento si è divisa in 5 mozioni diverse sulle spese militari e anche nel Pd fioccano i distinguo. L’impressione è di una coalizione a pezzi.
“Vogliamo elencare le profonde divisioni nel centrodestra che stanno paralizzando l’azione del governo, passivo sui principali scenari di crisi? Anche oggi (ieri per chi legge, ndr) su Gaza al parlamento europeo le forze di centrodestra hanno votato in tre modi diversi: FI a favore, FdI astenuta, Lega contraria”.
Parlavamo del centrosinistra, però…
“Non mi sottraggo: sappiamo che ci sono differenze nel nostro campo per quanto riguarda gli aiuti all’Ucraina, ma il paziente lavoro comune ci ha portato a definire posizioni unitarie sulla situazione in Medio Oriente e, sulle spese militari, ad avere una convergenza larga sull’approccio di Sanchez e sulla necessità di concentrare gli investimenti sulla difesa comune e non sui riarmi nazionali”.
E qual è la sua opzione sul programma di riarmo dell’Ue?
“Condivido la posizione del premier spagnolo: no al riarmo dei singoli Stati; sì alla difesa comune europea, anche aumentando le spese, ma non fino a raggiungere il 5% imposto da Trump ai Paesi Nato e supinamente accettato da Giorgia Meloni. La premier non ha mai il coraggio a dire ’no’ al presidente americano, come già visto sui dazi, che colpiranno le nostre manifatture”.
Ursula von der Leyen ha fatto un duro intervento su Gaza, ipotizzando la sospensione di parte dell’intesa con Israele. Lei è d’accordo?
“Assolutamente sì. Finalmente su Gaza, von der Leyen ha battuto un colpo. E la risoluzione che abbiamo presentato assieme a Liberali e Verdi, appena approvata dal parlamento europeo (ho apprezzato il voto a favore di Forza Italia), indica il riconoscimento dello Stato di Palestina, sul quale il silenzio del governo italiano è imbarazzante, o la sospensione di buona parte dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele”.
Basta la strada diplomatica per fermare il massacro in Palestina? E quali altre alternative restano?
“Le azioni indiscriminate del governo israeliano hanno causato un numero senza precedenti di vittime civili e lo sfollamento forzato del 90% della popolazione, portando a conseguenze inaccettabili, in particolare per i bambini. Chiediamo un cessate il fuoco immediato, permanente e sotto la supervisione dell’Onu, precondizione per portare aiuti e avviare un vero percorso di pace, compresa la liberazione immediata degli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi di Hamas. Chiediamo la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele, così come l’Europa deve sospendere la vendita di armi a Israele e bloccare i finanziamenti a progetti di ricerca con enti israeliani collegati alle operazioni militari. E la creazione di uno Stato Palestinese sovrano e democratico, lo strumento chiave per la pace”.
Infine, sulle pratiche commerciali sleali contro gli agricoltori dell’Ue, lei ha fatto una mozione che è stata approvata.
“È un Regolamento che vogliamo vedere approvato definitivamente entro l’anno, che difenderà i nostri agricoltori dalle pratiche sleali di cui sono spesso vittime: ritardi nei pagamenti, cancellazioni all’ultimo degli ordini o modifiche unilaterali dei prezzi d’acquisto. Sono orgoglioso di esserne il relatore e aver ottenuto maggioranza larghissima a sostegno”.