Milano, 15 settembre 2025 – “La casa è un diritto, non un premio. E va garantito, con serietà, investimenti e visione”. Nella Sala Alessi di Palazzo Marino, nel cuore istituzionale di Milano, si è tenuto un convegno sull’emergenza casa, presieduto dalla presidente della commissione speciale per la crisi abitativa del Parlamento europeo, Irene Tinagli. Questo evento, che coinvolge l’Italia da Milano a Palermo, segna un passo cruciale nella ricerca di una strategia comune a livello europeo, riporta Attuale.
Emergenza casa: verso un piano europeo
Il titolo del convegno è esplicito: ‘Emergenza casa: verso un piano europeo’. Sono presenti diversi esponenti delle istituzioni, della chiesa, dell’università e del settore finanziario a discutere una questione che non può più essere rimandata. Tra i partecipanti, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Attilio Fontana, il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, la presidente della BEI Nadia Calviño, e il commissario europeo Dan Jørgensen. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, ha richiesto una “speciale alleanza” per garantire il diritto alla casa, sottolineando che servono risposte strutturate piuttosto che soluzioni facili: “Serve riqualificare, non lasciare sfitto, promuovere l’abitare sostenibile”.
Sala: “Servono 100 miliardi. I sindaci non ce la fanno più”
Il sindaco Sala è stato il primo a prendere la parola, dichiarando senza mezzi termini: “Per un piano casa serio servono almeno 100 miliardi. A Milano con due miliardi non risolvi nulla. Dobbiamo smettere con le polemiche e costruire un’intesa forte tra città, Stato e Unione Europea. I cittadini non aspettano i dibattiti, vogliono risposte”. Ha anche evidenziato la necessità di definire chiaramente le competenze: “È ora di decidere chi fa che cosa. Ma se oggi vedo un cambio di passo in Europa, non possiamo permetterci di perdere il treno”.
Fitto: “Raddoppiare le risorse per l’abitare”
La risposta delle istituzioni europee è arrivata attraverso Raffaele Fitto, che ha confermato l’impegno della Commissione. “Una delle cinque nuove priorità europee è proprio l’emergenza casa”, ha affermato. “Abbiamo avuto il via libera del Parlamento europeo e ora avvieremo con i governi nazionali la revisione dei programmi in corso. L’obiettivo è raddoppiare le risorse per l’housing, agendo con tempestività”.
Tinagli: “Seguiamo il modello Vienna”
Il discorso centrale è stato portato da Irene Tinagli, che ha sottolineato come la questione casa, da troppo tempo trascurata, debba ora diventare una priorità. Ha citato l’importanza del modello di Vienna, dove il 65% degli abitanti vive in affitto, con solo il 30% che accede al mercato privato. “Il resto sono alloggi pubblici o sociali con canoni calmierati. Così si protegge il ceto medio”, ha spiegato, avvertendo che se le città espellono i lavoratori, si perde la coesione sociale. “Il lavoro che stiamo facendo con la commissione che presiedo è diventato centrale nel dibattito politico ed ha smosso le acque a tal punto che Von der Leyen ha speso il suo maggior tempo nel discorso sullo stato dell’Unione, ma la chiave rimane la cooperazione su più livelli”.