In crescita le tensioni nelle università italiane a causa del conflitto in Gaza
Con l’escalation della crisi a Gaza, aumenta il sentimento antisionista in Italia, mostrando un parallelo con il clima del ’68. Dopo l’aggressione subita da Rino Casella, docente all’Università di Pisa, da parte di attivisti durante un blitz degli studenti Propal, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso le sue preoccupazioni riguardo a questo fenomeno. “Nutriamo timori per questi mesi a venire, visto che il conflitto israelo-palestinese si riflette anche sulla discussione politica interna. La tragedia umanitaria in corso deve essere condannata, ma non giustifica le aggressioni alle forze di polizia o le ricerche mirate ai docenti di origine ebraica”, riporta Attuale.
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha commentato ulteriormente l’accaduto, affermando che “le università non sono zone franche” e che la violenza, sia fisica che verbale, è inaccettabile. Ha anche sottolineato che l’antisemitismo, o l’antisionismo, costituiscono un reato e ha evidenziato l’eventualità che il ministero si costituisca parte civile in casi simili.
Le manifestazioni proseguono in diverse città, da Milano a Roma, con il grido di “Palestina libera” che risuona tra i partecipanti. Martedì, un corteo di Propal ha portato migliaia di manifestanti a piazzale Loreto, dove si sono registrati momenti di tensione con la polizia. Il Sindacato Autonomo di Polizia di Milano ha chiesto una “reazione ferma e senza ambiguità” da parte del governo, con sanzioni penali per i responsabili degli scontri. A Roma, gli studenti di Cambiare Rotta continuano a presidiare l’Università La Sapienza, dove sono accampati da una settimana per sostenere la Global Sumud Flotilla. Queste azioni sono solo l’inizio della mobilitazione contro “il genocidio e l’occupazione di Gaza“.
Oggi a Roma gli studenti parteciperanno a una “Carovana per la Palestina” partendo dall’università di Tor Vergata. Al contempo, a Bologna, i docenti dell’Università di Bologna hanno indetto un’assemblea aperta in piazza Scaravilli per opporsi all’occupazione. L’obiettivo è simile a quello già realizzato dall’Università Statale di Milano: interrompere nuove stipule o rinnovi di accordi con istituzioni accademiche coinvolte nelle violazioni in corso in Palestina. Tuttavia, non è prevista una militarizzazione delle università.
“In Italia, il diritto di manifestare è ampiamente garantito”, ha assicurato Piantedosi, esprimendo la speranza che le proteste si mantengano nei limiti dell’accettabile. “Manifestare è giusto, considerando la gravità della situazione a Gaza, ma azioni oltre un certo limite sviliscono il significato di queste manifestazioni.” Per quanto riguarda l’incidente di Pisa, la polizia ha già identificato circa venti persone coinvolte. Si sta indagando per interruzione di pubblico servizio, mentre le aggressioni ai danni del docente saranno valutate solo dopo aver individuato gli aggressori. A livello più ampio, la Cgil ha indetto uno sciopero contro l’occupazione di Gaza, programmando manifestazioni locali e proteste in varie categorie.