Netanyahu annuncia un’economia autarchica ispirata a Sparta per garantire l’indipendenza difensiva

18.09.2025 07:45
Netanyahu annuncia un'economia autarchica ispirata a Sparta per garantire l'indipendenza difensiva

Israele: Netanyahu annuncia un’economia autarchica mentre il paese affronta l’isolamento internazionale

DAL NOSTRO INVIATO
TEL AVIV – Recentemente, l’ufficio del premier Bibi Netanyahu ha comunicato ai direttori dei giornali israeliani che non ci saranno giornalisti a bordo del volo di Stato diretto all’assemblea dell’Onu. La decisione è stata giustificata con la necessità di risparmiare carburante e per timori legati a un mandato d’arresto internazionale dell’Aia, temendo che molti paesi non permettano il sorvolo del loro spazio aereo, riporta Attuale.

In un contesto di crescente tensione, lunedì Netanyahu ha evocato la necessità di adattare Israele a una “economia autarchica”. Nel suo discorso, ha descritto il futuro del paese come una versione di una “super Sparta”, capace di produrre autonomamente armi. “Se c’è una lezione che abbiamo imparato da questa guerra è che non vogliamo trovarci limitati. Vogliamo l’indipendenza difensiva,” ha affermato il premier, sottolineando un cambiamento radicale nella strategia di difesa e produzione industriale del paese.

Le sue dichiarazioni hanno fatto discutere e il giorno dopo, Netanyahu ha cercato di chiarire di essere stato frainteso. Tuttavia, il messaggio è stato interpretato come un’ammissione pubblica dell’isolamento di Israele sulla scena internazionale. Questo isolamento potrebbe intensificarsi, specialmente in seguito all’eventualità di azioni contro i gazawi e all’annessione della Cisgiordania, ha ammonito l’analista Itamar Eichner, il quale evidenzia il rischio di sanzioni provenienti dall’Unione Europea.

Si prospettano nuove sanzioni dall’UE, secondo cui gli israeliani potrebbero essere colpiti sull’aspetto economico quotidiano. “Cosa succederebbe se il nostro principale partner ci colpisse nelle tasche?”, ha domandato Eichner, mettendo in luce le ripercussioni finanziarie di tale scenario.

Netanyahu si trova ora a dover affrontare una realtà difficile, dove l’autarchia è stata già messa in discussione. Diverse industrie e settori culturali stanno subendo le conseguenze di questa nuova strategia. Personalità come Dror Bin, ceo dell’Innovation Authority, evidenziano che “l’85% del denaro investito nella ricerca proviene dall’estero”. Nel mondo della cultura, migliaia di firme sono state raccolte per fermare ogni co-produzione con Israele e diversi eventi musicali stanno escludendo artisti israeliani, costringendo anche celebrità come Idan Reichel a rinunciare a partecipazioni internazionali.

Inoltre, ci sono proposte di esclusione da eventi sportivi come il Eurofestival 2026, con minacce di boicottaggio da parte di vari paesi. In politica, alcuni membri della Knesset hanno già elencato collaborazioni di ricerca europee cancellate e programmi di armamento interrotti da parte di diversi stati membri dell’UE, come la Slovenia e la Spagna, che hanno impostato embargo su forniture militari.

Il governo israeliano ha inoltre avvertito che le politiche riguardanti i visti potrebbero cambiare in risposta alle decisioni dell’Onu. Con 131 paesi dove attualmente non è necessario un visto, c’è preoccupazione per il futuro dei viaggi all’estero, soprattutto per chi teme di essere identificato come israeliano. Questo contesto porta a riflessioni sul clima psicologico che pervade gli israeliani, molti dei quali si interrogano sulla volontà di viaggiare all’estero.

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