Oggi, 18 settembre, l’Aula della Camera è stata teatro di un violento scontro verbale, con tensioni che hanno raggiunto livelli critici durante la seduta sulla riforma della giustizia, approvata in terza lettura. Con ripetute sospensioni e comportamenti che sfioravano l’aggressione fisica, i capigruppi delle forze di opposizione hanno annunciato l’astensione dai lavori parlamentari fino a martedì 23 settembre, esigendo che il governo riporti in Aula la crisi a Gaza, riporta Attuale.
La giornata è iniziata con applausi fragorosi da parte della maggioranza, seguiti da manifestazioni di protesta da parte delle opposizioni. In particolare, i deputati del centrodestra hanno applaudito in piedi, rivendicando il momento come una vittoria, mentre la tensione tra i membri del governo e dell’opposizione è rapidamente aumentata. Alcuni esponenti del governo, tra cui ministri come Tajani e Foti, sono stati accusati di aver applaudito, un gesto considerato fuori luogo, che ha innescato un’ondata di indignazione tra i deputati del centrosinistra. L’emozione è cresciuta a tal punto che la situazione stava per degenerare in rissa, costringendo il vicepresidente della Camera, Sergio Costa, a sospendere i lavori.
Gli applausi nel centrodestra e le proteste in Aula
Subito dopo l’approvazione della riforma, il clima in Aula è cambiato drasticamente. Gli applausi del centrodestra, tra cui la deputata di Forza Italia Marta Fascina, hanno irritato i deputati del centrosinistra, che hanno reagito al comportamento ritenuto irrispettoso da parte del governo. L’opposizione si è alzata in segno di protesta, avvicinandosi ai banchi del governo, mentre diversi membri del parlamento hanno dovuto essere trattenuti per evitare una rissa. Costa, nel tentativo di riportare la calma, ha deciso di sospendere le attività parlamentari per evitare ulteriori escalation.
Gli interventi su Gaza e il caos
La sospensione ha avuto un effetto opposto, amplificando le tensioni. Quando i lavori sono ripresi, vari esponenti di opposizione, tra cui Nicola Fratoianni e Chiara Braga, hanno sollecitato il governo a fornire risposte sulla situazione a Gaza, senza ricevere alcuna risposta dai ministri presenti. La Braga, visibilmente frustrata, si è rivolta al vicepresidente, chiedendo che fosse richiesta una posizione ufficiale dal governo. Costa ha ribadito che non si poteva forzare il governo a comunicare, il che ha ulteriormente aumentato la frustrazione tra i deputati del centrosinistra, che si sono riuniti davanti ai ministri Nordio e Tajani, che sono rimasti impassibili.
La riunione con Fontana
Successivamente, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha convocato una riunione urgente con i capigruppo di opposizione. Durante il colloquio, i leader hanno chiesto a Fontana di invitare il governo, e in particolare la premier Meloni, a presentarsi in Aula con comunicazioni formali sulla crisi a Gaza. La richiesta è di particolare importanza in vista dei prossimi voti a Bruxelles riguardanti la posizione dell’Italia sulle sanzioni nei confronti di Israele. Fontana ha assicurato che avrebbe sollecitato il governo a fornire chiarimenti in Aula, mentre l’opposizione ha avvertito che, in assenza di risposte, potrebbe decidere di estendere la sospensione dei lavori parlamentari anche oltre il 23 settembre.
Ma che caos in aula! Sembra che i nostri politici siano più interessati a fare spettacolo che a risolvere i veri problemi. Le applaudono mentre a Gaza è tutto un disastro. Ma come si fa a rimanere impassibili? Che presa in giro…