Pontida (Bergamo), 20 settembre 2025 – Chi si aspettava i ‘’Vannacci boys’’ a Pontida è rimasto deluso. Niente scintillio di spille di Alberto da Giussano e della Decima Mas, niente affollarsi di felpe e magliette con lo slogan ‘’Vannacci, make Pontida great again’’. I 3.500 iscritti dell’associazione ‘’Mondo al contrario’’ non hanno inviato delegazioni nella giornata organizzata dalla Lega Giovani, prologo tradizionale della kermesse di oggi sul pratone, riporta Attuale.
Con qualche eccezione, come Massimiliano Simoni, portavoce dell’associazione e assistente di Vannacci a Bruxelles, Claudio Stanasel, consigliere comunale della Lega a Prato, e Stefania Bardelli, pantaloni mimetici, referente del Team Vannacci di Varese, non iscritta al Carroccio, organizzatrice della Risottata Decima nella sua città. Non è stato del tutto il Vannacci-day anche perché Matteo Salvini, atterrato da una colica renale, è risorto in tempo per materializzarsi in serata.
Sul pratone è quasi silenzio, quasi quiete fino all’arrivo dei giovani del movimento. I numerosi striscioni obbediscono varie ispirazioni, anche più a destra del Vanacci-pensiero. Un omaggio a Charlie Kirk. Gli immancabili ‘’Lombardia libera’’ e ‘’San Marco libero“. A tinteggiare di anti-islam il prato un ‘’Europa cristiana mai musulmana’’ e un perentorio ‘’Remigrazione’’ e ancora ‘’Lega anti-maranza, la remigrazione’’. Si alzano un isolato ‘Umberto’ e uno sporadico “Bossi”.
L’arrivo di Roberto Vannacci catalizza
L’arrivo di Roberto Vannacci catalizza. Il generale e vicesegretario federale non si risparmia. “Il vittimismo non fa parte della destra, è Saviano che gira con la scorta, non il sottoscritto. Sono loro le vittime, oggi se non sei una vittima non sei nessuno. Io non ho paura, ma sono consapevole dei rischi. La scorta me la faccio da solo e gestisco la paura perché sono le mie convinzioni”.
L’immunità a Ilaria Salis? Non va riconosciuta. Si parla della Lega, della presunta “vannaccizzazione”, dei malumori di alcuni ‘colonnelli’ (termine che il generale non gradisce). Aspira a fare il segretario, ma un cronista gli chiede: “Aspiro a fare al meglio l’europarlamentare. Non perdo una giornata né a Bruxelles né a Strasburgo. È il mandato ricevuto da 560mila elettori”. E riguardo a quelli che dicono che ha un po’ da studiare come leghista? “Studio da quando avevo sei anni. Ho fatto il militare per smettere di studiare. Ho studiato anche lì. Studierò anche qui”. In passato ha votato Lega? “Il voto è segreto”.
Salvini sul palco: “Ce l’hanno con noi”
Sale sul palco, sotto il tendone, con la maglietta di Charlie Kirk (“Siamo i suoi eredi”). È un Salvini pallido e provato ma pugnace quello che viene acclamato. “Una cosa – dice il segretario – unisce la Lega di oggi a quella di trent’anni fa: ce l’hanno con noi giornali, baroni universitari, collettivi di studenti, sindacati, gli amici potenti a Roma e a Bruxelles. Ci vedevano trent’anni fa come un corpo estraneo da cancellare, ci vedono oggi come un imprevisto da cancellare. Non ci cancelleranno mai. All’odio della sinistra non rispondiamo mai con odio, semmai con pietà umana. Comincia un lungo cammino, domani devo essere abbastanza in forma anch’io”.
“Oggi dal pronto soccorso di Chiari mi hanno dimesso dicendomi: ’Ministro, si deve riposare’ e il mio riposo siete voi. Magari stasera non potrò affondarmi nei pizzoccheri e nella polenta”.
Ma che delusione! Spero che il movimento si ricompatti e trovi un’unità, altrimenti si rischia di perdere il supporto della gente. Salvini dovrebbe cercare di essere più presente, non solo sul palco. C’è bisogno di chiarezza e di una visione comune, altrimenti si va dritti verso il baratro.