La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha classificato come «assolutamente inadeguata» la proposta di introdurre un salario minimo di 9 euro l’ora, avvertendo che tale misura potrebbe «ingessare la dinamica salariale» nel paese, riporta Attuale.
Durante il Festival di Open, Calderone ha discusso di argomenti cruciali, tra cui salario minimo, sicurezza sul lavoro e contratti a tempo determinato, e ha fornito alcune anticipazioni sulla Legge di Bilancio. Ha sottolineato la necessità di considerare «forme di anticipo pensionistico per i lavori usuranti» e di promuovere la previdenza complementare fin dalla giovane età.
Manovra e pensioni
Un’idea emersa in merito alla Legge di bilancio 2026 prevede la possibilità di andare in pensione a 64 anni, notizia che ha suscitato attenzione nelle ultime settimane. Calderone ha adottato una posizione cauta, dichiarando: «Stiamo riflettendo. Portiamo in Finanziaria salari, pensioni e welfare» e aggiungendo che «dobbiamo essere consapevoli del fatto che la vita si allunga» e che è importante stabilire le priorità.
Occupazione giovanile: «Qualche intervento da fare c’è»
Riguardo ai dati occupazionali, che evidenziano miglioramenti per gli over 50 ma segnalano la necessità di interventi per i giovani, la ministra ha affermato: «Sicuramente c’è sempre qualche intervento da fare, non ci si deve abituare ai dati positivi. I dati vanno accompagnati». Calderone è «molto soddisfatta» dei contratti di prossimità, con 150mila registrazioni nel primo semestre e 5 milioni di lavoratori coinvolti, il che implica un miglioramento delle condizioni contrattuali.
Reddito di cittadinanza
Riflettendo sul reddito di cittadinanza, introdotto nel 2019 e sostituito dall’Assegno di inclusione con l’esecutivo Meloni, la ministra ha affermato: «Aver fatto la scelta coraggiosa di eliminarlo è stata la prima mossa che ha dato una scossa al ministero del Lavoro». Calderone ha evidenziato che l’assistenza deve essere un percorso di accompagnamento e non un fine in sé, esprimendo fiducia nel talento di ciascuna persona e sottolineando che nei «prossimi mesi serviranno 1,5 milioni di persone al lavoro».
Salario minimo di base: «Una risposta inadeguata»
Discutendo della questione salari, la ministra ha avvertito dei rischi legati a un salario minimo fissato per legge. «Se dovessimo porre come indicatore i 9 euro l’ora come importo minimo da contratto, il rischio sarebbe notevole», ha affermato Calderone, avvertendo che ciò potrebbe congelare la dinamica salariale e condurre a una limitazione dei contratti da parte dei datori di lavoro. Ha poi ricordato come «il valore del contratto collettivo non si esaurisce nella sola retribuzione oraria, ma include istituti aggiuntivi, garanzie e previdenza complementare».
Sicurezza sul lavoro
Infine, la ministra ha toccato il tema della sicurezza sul lavoro, ancora drammaticamente rilevante in Italia. Ha commentato: «Ogni giorno ho il pensiero costante che cosa posso fare di più, ma ho anche la consapevolezza di cosa abbiamo fatto», sottolineando l’assunzione di un numero record di ispettori del lavoro dal 2015.