Netanyahu all’Onu: attacca le accuse di genocidio e critica i Paesi che riconoscono la Palestina

26.09.2025 17:45
Netanyahu all'Onu: attacca le accuse di genocidio e critica i Paesi che riconoscono la Palestina

Netanyahu all’Onu: “Accuse di genocidio sono bugie antisemite”

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Decine di delegati lasciano la sala dell’Assemblea Generale, che rimane quasi vuota quando il premier israeliano Benjamin Netanyahu sale sul podio, mentre la galleria dove gli Stati membri possono invitare i loro ospiti è piena. Cosa senza precedenti, l’esercito israeliano ha piazzato altoparlanti a Gaza perché possano ascoltarlo anche gli ostaggi, i palestinesi e Hamas. E il premier israeliano spiega che l’intelligence ha fatto in modo che il discorso sia trasmesso direttamente anche sui cellulari degli abitanti della Striscia, riporta Attuale.

Netanyahu si rivolge agli ostaggi in ebraico: «Non vi abbiamo dimenticati, nemmeno per un secondo». Nota che ci sono ancora 20 ostaggi in vita di cui legge i nomi; e in totale 48 contando i cadaveri nelle mani di Hamas. «Molti nel mondo non ricordano più il 7 ottobre, ma noi sì», afferma Netanyahu. Rivolgendosi a Hamas, aggiunge: «Liberate gli ostaggi adesso. Se lo fate vivrete, sennò vi daremo la caccia».

Il premier porta affisso alla giacca un codice QR che permette a tutti di visualizzare sui cellulari le atrocità commesse il 7 ottobre. Fuori, da Times Square, centinaia di manifestanti protestano con slogan come: «Basta aiuti a Israele», «Basta affamare Gaza».

Netanyahu, oggetto di un mandato d’arresto dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra, ribatte dal podio che le accuse di genocidio sono «bugie antisemite» e sostiene che è Hamas a usare i civili come scudi umani e a rubare gli aiuti alimentari.

Il suo discorso è principalmente un rimprovero ai leader occidentali che hanno riconosciuto lo Stato palestinese: «Una macchia di vergogna che vi accompagnerà». Netanyahu afferma che non solo il suo governo non vuole uno Stato palestinese, ma che il 90% degli israeliani lo rifiuta, come dimostra il voto alla Knesset. Secondo lui, i palestinesi non vogliono la soluzione dei due Stati, ma un solo Stato, il loro, appellandosi anche all’Autorità palestinese e a Hamas. Accusa i governi di Francia, Gran Bretagna, Canada e Australia di aver «ceduto» ai «media di parte» e alle «folle antisemite», lanciando un messaggio antisemita: «Uccidere gli ebrei ripaga» e di aver «incoraggiato il terrorismo» ovunque.

Durante il suo intervento, Netanyahu mostra una mappa della regione, segnando i paesi circostanti Israele e discutendo dell’eliminazione di leader minacciosi, come Yahya Sinwar a Gaza e Hassan Nasrallah in Libano. Queste vittorie, sostiene, possono portare a una pace «impensabile solo due anni fa», a partire dalla Siria e verso il governo libanese se disarmerà Hezbollah.

Quanto a Gaza, afferma che la pace è possibile se Hamas accetta le sue richieste, che includono la consegna di tutti gli ostaggi e la demilitarizzazione della Striscia, già rifiutata dai miliziani che pretendono la fine della guerra, il ritiro delle forze israeliane e il rilascio di prigionieri palestinesi.

Il presidente americano Donald Trump ha commentato: «Penso che abbiamo un accordo», parlando ai giornalisti dalla Casa Bianca. Tuttavia, i media restano scettici, poiché è la settima o ottava volta che un accordo sembra possibile ma poi crolla.

Una questione che Netanyahu non menziona è l’annessione della Giordania: Trump aveva promesso ai leader arabi di non permettere a Israele di farlo. Il premier israeliano ha ringraziato più volte il presidente americano per l’«azione coraggiosa e decisiva» nell’affiancare Israele durante i bombardamenti dei siti nucleari iraniani e per la lotta all’antisemitismo.

Infine, Netanyahu ha portato con sé due cartelli per un quiz interattivo durante il suo discorso, dove chiede: «Chi grida morte all’America?». La risposta finale è che i nemici di Israele sono anche i nemici degli Stati Uniti. Concludendo, afferma che «dare ai palestinesi uno Stato a un miglio di distanza da Gerusalemme sarebbe come dare ad Al Qaeda uno Stato a un miglio da New York». È una follia, assicura, «non lo faremo».

1 Comments

  1. Ma che situazione incredibile! Netanyahu che parla all’ONU come se il mondo fosse dalla sua parte… E i manifestanti fuori? Concordo, tanta gente non comprende la gravità della situazione! È triste vedere come i leader si accusano invece di cercare la pace. Cosa ne sarà mai di tutto questo?

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