Il tracking delle esportazioni italiane di armi verso Israele: l’impasse delle autorizzazioni
Lo stop italiano alle esportazioni di armi verso Israele, comunicato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, a ottobre 2023, ha finalmente mostrato i suoi effetti. Tuttavia, sebbene nuove autorizzazioni siano state interrotte, gli oneri dei contratti precedenti sono stati rispettati nel periodo successivo. Dalla fine del primo semestre 2025, l’affermazione del governo italiano riguardo al blocco emerge come veritiera, evidenziando un significativo cambio nel flusso commerciale, riporta Attuale.
Il governo ha confermato che, a partire da ottobre 2023, non sono state concesse nuove autorizzazioni per l’export di armamenti classici e materiali dual use, ma i dati forniti da Istat indicano che le esportazioni sono proseguite per onorare contratti esistenti. Tuttavia, secondo gli ultimi rapporti, questo flusso ha cominciato ad esaurirsi, come evidenziato dai dati di aprile e giugno 2025, nei quali il valore delle esportazioni verso Israele è stato di zero euro. A maggio, si è registrata una modesta consegna di armamenti per un valore di 29.702 euro.
Un calo significativo nel commercio di armi italiane verso Israele
Nel primo semestre 2026, l’Italia ha importato da Israele armamenti per un valore complessivo di 22,9 milioni di euro e ha esportato in Israele, basando le transazioni su vecchi contratti, armamenti per un totale di 227.000 euro. A partire da gennaio, l’Italia ha continuato a importare armi e munizioni da Israele, con un’importazione di 21,79 milioni di euro. I periodi di monitoraggio Istat, da luglio 2024 a giugno 2025, hanno riportato un totale di import di armi da Israele per 35,9 milioni di euro e un’export di 579.099 euro, indicando che i vecchi contratti stanno finalmente per esaurirsi.
Dettagli sulle classificazioni delle esportazioni e importazioni di armi
Le cifre fornite da Istat comprendono una vasta gamma di armamenti, incluse le armi da guerra e quelle per uso civile e sportivo. Il monitoraggio comprende elementi come pistole mitragliatrici e altri dispositivi di rilevanza militare, ma anche armi sportive come sciabole e spade, nonché munizioni per un’ampia varietà di utilizzi. Questa categorizzazione mostra l’ampio spettro della produzione e commercio di armamenti italiani, evidenziando come anche elementi destinati ad usi non bellici possano contribuire alle statistiche complessive di import-export.