Manifestazioni a Buenos Aires per il triplice femminicidio di tre giovani donne nel traffico di droga

29.09.2025 12:05
Manifestazioni a Buenos Aires per il triplice femminicidio di tre giovani donne nel traffico di droga

Manifestazioni in Argentina per l’omicidio delle tre giovani donne

Sabato, migliaia di manifestanti si sono radunati a Buenos Aires, in Argentina, per chiedere giustizia per l’omicidio di Brenda del Castillo, Morena Verdi e Lara Gutiérrez, i cui corpi sono stati ritrovati mercoledì scorso a Florencio Varela, un quartiere periferico della capitale. Le vittime, rispettivamente di 20 e 15 anni, sono state uccise in un omicidio legato al narcotraffico, suscitando forte indignazione nel paese, dove la violenza legata alla droga sta crescendo. “Questa è una violenza che non possiamo permettere,” riporta Attuale.

Secondo le informazioni fornite dalla polizia, del Castillo, Verdi e Gutiérrez erano state attirate in una casa con la promessa di partecipare a una festa. Il 19 settembre, le ragazze sono salite su un’auto a La Matanza, il loro quartiere, ignare del destino che le aspettava. Una volta giunte a Florencio Varela, sono state torturate per lungo tempo prima di essere uccise e sepolte in giardino, sotto strati di pietre e cemento.

Finora, sei persone sono state arrestate, tra cui quattro uomini e due donne, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, sospettate di aver partecipato all’omicidio. Il presunto mandante, il capo della banda noto come “Pequeño J,” risulta ancora latitante.

Javier Alonso, ministro della Sicurezza della provincia di Buenos Aires, ha rivelato che l’omicidio è stato probabilmente trasmesso in diretta su un account privato di Instagram, vista da 45 persone, anche se Meta ha dichiarato di non aver trovato prove di tale diretta sulla piattaforma. I corpi delle vittime sono stati ritrovati cinque giorni dopo grazie all’ultima posizione localizzata dei loro cellulari. Questi si erano spenti il sabato precedente.

Florencio Varela è conosciuto per le sue problematiche legate alla povertà e alla criminalità organizzata. Diverse bande di narcotrafficanti hanno preso il controllo di alcune aree, con un conseguente incremento della violenza. Secondo uno studio dell’INDEC, nel 2022, oltre il 60% degli abitanti viveva senza accesso a servizi igienici e molti non sono collegati alla rete di distribuzione pubblica di gas e acqua.

Le motivazioni dietro l’omicidio delle tre ragazze non sono ancora chiare, ma gli investigatori ipotizzano un regolamento di conti all’interno del narcotraffico, con l’omicidio servito da monito per i rivali della banda. Il ministro Alonso ha riferito che nel video dell’omicidio, mostrato alla polizia da uno degli arrestati, si udiva un uomo, presumibilmente Pequeño J, dichiarare: “Questo è ciò che accade a chi mi ruba la droga.”

Sebbene l’omicidio non rientri strettamente nella definizione di “femminicidio,” molte testate, associazioni e politici lo han definito tale, evidenziando le dinamiche di potere e controllo che permeano il contesto del narcotraffico. Alcuni analisti hanno coniato il termine “narcofemicidio,” per sottolineare la violenza strutturale contro le donne in questo scenario. Secondo l’osservatorio nazionale MuMaLá, dal 2020 si sono verificati 196 femminicidi legati a situazioni di narcotraffico in Argentina.

I media argentini hanno speso molto tempo a discutere le condizioni precarie in cui vivevano le ragazze, descrivendo una mancanza di opportunità lavorative e accennando a possibili coinvolgimenti nella prostituzione, ipotesi però smentite dalle famiglie. Alcune fonti hanno suggerito che le giovani avessero accettato di partecipare alla festa per una ricompensa di 300 dollari, mentre altre ipotesi puntano sul fatto che avessero rubato a qualcuno della banda.

Il dibattito su questo caso ha messo in luce le relazioni tra discriminazione di genere, condizioni socioeconomiche e violenza giovanile. Silvio Fesquet, caporedattrice del Clarín, e altri esperti hanno sollevato interrogativi sulle politiche neoliberiste del presidente Javier Milei, che hanno pesantemente ridotto i fondi per l’istruzione e i programmi sociali, contribuendo all’aumento della precarietà e della disoccupazione giovanile, in particolare tra le donne.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere