Il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, ha presentato oggi al Senato le modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza, che includono 150 milioni di euro per le borse di studio destinate agli studenti in difficoltà, riporta Attuale.
Tra i risultati già ottenuti, il 96% dei progetti è attivamente operativo grazie ai fondi stanziati da Bruxelles, con un impegno di spesa di 148 miliardi di euro. Foti ha comunicato che, alla data del 31 agosto 2025, 86 miliardi di euro sono già stati rendicontati, con ulteriori 20 miliardi impegnati attraverso strumenti finanziari e facilities non ancora rendicontati.
60mila alloggi per studenti universitari
Un tema cruciale della rimodulazione riguarda gli alloggi per studenti universitari. Ad oggi, sono state ricevute oltre 60mila richieste di disponibilità. Tuttavia, Foti ha evidenziato che, nel rispetto dei termini fissati, solo 30mila di questi posti potranno essere completati entro giugno 2026. Per affrontare questa situazione è stato creato uno strumento finanziario che faciliterà il raggiungimento dell’obiettivo di 60mila alloggi, salendo dai 40mila posti disponibili prima dell’avvio del PNRR a 100mila.
Borse di studio
In merito al Ministero dell’Università e della Ricerca, è stato previsto il finanziamento di 150 milioni di euro per le borse di studio destinate a studenti con difficoltà economiche.
Il piano per reti a banda ultralarga
Per quanto riguarda la Transizione digitale, il Piano “1 Giga”, finalizzato a promuovere investimenti in reti a banda ultralarga, ha incontrato difficoltà, principalmente legate all’aumento dei costi e alla carenza di manodopera. Di conseguenza, circa 500 milioni di euro delle risorse sono stati dirottati verso un apposito strumento finanziario per garantire il raggiungimento degli obiettivi segnati, assicurando che questi obiettivi, soprattutto nelle aree grigie, saranno rispettati.
I settori non rimodulati
Nessuna modifica è prevista per la missione Salute, così come per i progetti dei Ministeri della Cultura, dell’Istruzione e dello Sport, i cui obiettivi rimangono invariati. A confronto con gli altri Stati membri dell’UE, l’Italia si trova al 54% in termini di traguardi e obiettivi, mentre la media europea è al 38%; in termini di risorse erogate, l’Italia è al 72%, superando il 57% della media UE.
La scadenza sui pagamenti
In risposta a domande riguardanti eventuali ritardi, Foti ha specificato che il Piano non implica una scadenza di spesa per i 194,4 miliardi di euro entro il 31 dicembre 2026; piuttosto, le risorse sono distribuite in base agli obiettivi raggiunti. Pertanto, non ci sono obiettivi di spesa e le risorse saranno erogate esclusivamente al raggiungimento dei traguardi prefissati.
Nessuna proroga
Foti ha inoltre ribadito che la Commissione europea «non prevede proroghe», stabilendo scadenze rigide per il completamento degli interventi: la rendicontazione deve essere presentata entro il 30 agosto 2026, la richiesta per la liquidazione della decima rata entro il 30 settembre 2026 e l’erogazione dell’ultima rata deve avvenire entro il 31 dicembre 2026, in linea con i risultati conseguiti.