Proteste violente in Marocco: il movimento GenZ 212 al centro di manifestazioni storiche
Da cinque giorni, il Marocco è teatro di proteste quotidiane, con manifestazioni che si concentrano nelle principali città come Rabat, Casablanca e Marrakech. Le proteste, inizialmente pacifiche, si sono intensificate in seguito alla diffusione di un video inquietante che mostra un furgone della polizia che travolge un giovane manifestante a Oujda. Il ragazzo è sopravvissuto, ma le sue ferite hanno contribuito a un’ondata di indignazione, riporta Attuale.
Negli ultimi giorni, sono stati effettuati circa 400 arresti, e quasi 300 persone, per lo più agenti delle forze dell’ordine, sono rimaste ferite. Tragicamente, due persone hanno perso la vita durante gli scontri avvenuti a Lqliaa, dove gli agenti hanno aperto il fuoco su manifestanti che tentavano di assaltare una stazione di polizia. Queste manifestazioni rappresentano le più significative dal periodo della Primavera araba, con una crescente richiesta di riforme e attenzione ai diritti civili.
Il movimento di protesta principale, noto come GenZ 212, è composto principalmente da giovani nati tra il 1997 e il 2012 ed è sostenuto da piattaforme come TikTok e Discord. Le sue rivendicazioni, evidenti nei slogan come «Prima la salute! Non vogliamo i Mondiali!» e «Libertà, dignità, giustizia sociale», sottolineano il malcontento verso le priorità del governo marocchino, in particolare riguardo all’organizzazione dei Campionati mondiali di calcio del 2030.
Un fattore scatenante delle proteste è stata la sospetta malasanità che ha portato alla morte di otto donne dopo cesarei in un ospedale di Agadir. Questi eventi sono stati interpretati dai manifestanti come simbolo delle ingiustizie e della corruzione che affliggono il paese. La struttura sanitaria appare trascurata e mal funzionante, mentre il governo sembra concentrarsi su progetti che servono più a migliorare l’immagine internazionale che a risolvere i problemi interni.
In mezzo al fermento, il silenzio del re Mohammed VI pesa sulla situazione. Il sovrano, da tempo distante, è al centro di speculazioni riguardo alla sua salute, con voci che lo descrivono come gravemente malato. La sua assenza dalle pubbliche istanze e la mancanza di comunicazione con il popolo alimentano ulteriormente il malcontento.