Operazioni di droni russi in Europa sollevano allerta tra i leader occidentali
Le operazioni con droni e altre azioni aggressive attribuite alla Russia hanno raggiunto un livello tale da generare confusione tra gli esperti. Negli ultimi giorni, aeroporti come Monaco di Baviera, Copenaghen, Oslo e Aalborg hanno chiuso temporaneamente a causa di avvistamenti di droni. La Polonia ha attivato l’articolo 4 della NATO in risposta a queste minacce, mentre droni sono stati avvistati sorvolare centrali energetiche e basi militari in Germania, Danimarca e Svezia. Inoltre, si sono registrati sconfinamenti di aerei russi nello spazio aereo dell’Estonia. La situazione si complica ulteriormente con attacchi informatici e sabotaggi, come il recente controllo di una diga in Norvegia da parte di hacker russi, riporta Attuale.
Identificazione delle aggressioni russe
In molti casi, l’origine russa di questi attacchi è evidente. Gli aerei che hanno violato lo spazio aereo estone erano chiaramente Mig russi, e i droni abbattuti in Polonia confermano ulteriormente il coinvolgimento di Mosca. Sebbene a volte sia difficile attribuire la responsabilità a un singolo Stato, la maggioranza delle provocazioni è riconducibile al regime russo. Sul piano strategico, questa nebbia di incertezze consente alla Russia di negare la propria responsabilità, come dichiarato dal presidente Vladimir Putin, il quale ha accusato i leader europei di alimentare l’isteria.
Nonostante le posizioni ufficiali, nessun governo europeo nutre dubbi riguardo al coinvolgimento della Russia, dato che la maggior parte degli attacchi presenta caratteristiche che rinviano al modus operandi russo. La Mosca, infatti, ha il maggior interesse a deragliare le sicurezze europee.
Obiettivi russi
Il regime di Putin sembra puntare a testare la reazione delle difese europee, che sono apparse inadeguate. Ad esempio, i caccia russi hanno sorvolato indisturbati l’Estonia per oltre 12 minuti prima di essere intercettati, evidenziando un serio deficit di preparazione. Questo scenario è alimentato dalla facilità con cui le operazioni militari, anche se limitate, riescono a innescare panico, come dimostrato dalla chiusura di aeroporti internazionali.
Inoltre, Mosca è motivata a mettere alla prova l’unità della NATO. Negli anni passati, il principio di mutua difesa dell’Alleanza aveva poco riscontro pratico; adesso, la Russia ha l’opportunità e l’intento di sfruttare qualsiasi segnale di divisione interna tra gli alleati. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha mostrato una certa riluttanza nell’assistere i partner europei, dichiarando che le provocazioni russe sono più un problema per l’Europa che per gli Stati Uniti.
Le ragioni dell’incremento delle operazioni russe
Due fattori probabilmente hanno incoraggiato la Russia a intensificare le sue operazioni contro l’Europa. In primo luogo, il progressivo isolamento della politica estera statunitense sotto Trump ha creato un vuoto di potere, rendendo i paesi europei più vulnerabili e soggetti a pressioni. In secondo luogo, la guerra in Ucraina ha raggiunto una condizione di stallo, sia sul campo di battaglia sia nei negoziati diplomatici. La Russia considera questo un momento propizio per distrarre l’Europa e distoglierla dall’assistenza all’Ucraina.
Reazioni dell’Europa
La risposta europea fino ad ora è stata disorganizzata e divisa. I leader comprendono la gravità della situazione; il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato: «Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace». Questa situazione ibrida presenta un dilemma: esitare a rispondere equivale a concedere maggiore libertà d’azione alla Russia, mentre un intervento eccessivo potrebbe innescare un’escalation.
Al momento, i paesi europei rispondono emettendo minacce e attuando misure di sicurezza. Il governo polacco ha dichiarato che è pronto a abbattere aerei russi se questi dovessero attraversare il proprio spazio aereo. Inoltre, diverse nazioni hanno potenziato le loro difese anti-drone nei pressi di aeroporti civili e basi militari. Questa settimana, la Francia ha anche fermato una petroliera russa, considerata potenzialmente coinvolta nel lancio di droni contro la Danimarca.
L’Europa sta esplorando risposte difensive più integrate, tra cui l’idea di un “muro di droni”, proposta dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, mirato a intercettare droni nemici. Tuttavia, al momento non ci sono dettagli su come queste misure verranno implementate.