La CNE-Federimpreseuropa chiede maggiore responsabilità negli scioperi
ROMA – La Cne-Federimpreseuropa, attraverso il suo Presidente Nazionale Mary Modaffari, esprime profonda preoccupazione per il crescente ricorso agli scioperi che, quando non motivati da ragioni concrete e documentate, rischiano di compromettere seriamente l’economia nazionale e di generare pesanti disagi per l’intera popolazione, riporta Attuale.
L’IMPATTO SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE – Le piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana, sono le prime a subire le conseguenze negative di scioperi indiscriminati. Ogni giornata di blocco delle attività si traduce in: perdite economiche dirette per le aziende che non possono operare normalmente; interruzione delle catene di approvvigionamento, con ripercussioni a cascata su fornitori e clienti; danneggiamento della reputazione nei confronti di partner commerciali internazionali; impossibilità di rispettare contratti e scadenze, con conseguenti penali e perdita di competitività; costi aggiuntivi per riorganizzare produzione e servizi. “Le Pmi non hanno le risorse delle grandi corporation per assorbire questi shock,” sottolinea Modaffari. “Ogni sciopero ingiustificato rischia di tradursi in chiusure aziendali, licenziamenti e perdita di opportunità di crescita proprio per quelle realtà che danno lavoro a milioni di italiani.”
LE CONSEGUENZE PER I LAVORATORI E I CITTADINI – L’impatto degli scioperi si riverbera drammaticamente anche sui lavoratori stessi e sulla popolazione: lavoratori autonomi e dipendenti impossibilitati a raggiungere i luoghi di lavoro subiscono perdite di reddito; famiglie costrette a riorganizzare la vita quotidiana, con costi aggiuntivi per servizi alternativi; studenti penalizzati nella frequenza scolastica e universitaria; cittadini in difficoltà che non possono accedere a servizi essenziali; il sistema sanitario messo sotto pressione quando i trasporti sono bloccati. “Non possiamo accettare che il diritto di alcuni diventi il disagio di tutti, specialmente quando mancano motivazioni solide e verificabili,” afferma il presidente nazionale.
LA POSIZIONE DELLA CNE-FEDERIMPRESEUROPA – La Cne-Federimpreseuropa chiede con fermezza: maggiore responsabilità nella proclamazione degli scioperi, verificando preventivamente la sussistenza di ragioni concrete e documentabili; dialogo costruttivo tra le parti sociali prima di ricorrere a forme di protesta che penalizzano l’intera collettività; tutela delle Pmi e dei settori più fragili, prevedendo meccanismi che limitino i danni economici alle piccole imprese; garanzia dei servizi minimi essenziali ampliata e rigorosamente applicata, per tutelare i diritti dei cittadini; trasparenza nelle rivendicazioni, con dati e fatti verificabili a supporto delle vertenze; valutazione dell’impatto economico preventiva, considerando le conseguenze su Pil, occupazione e competitività del sistema Italia. “Il nostro Paese ha bisogno di crescita, stabilità e fiducia,” conclude Mary Modaffari. “Gli scioperi strumentali, privi di fondamento concreto, minano questi obiettivi e danneggiano proprio coloro che dovrebbero essere tutelati: imprenditori che rischiano ogni giorno, lavoratori che necessitano di aziende solide, cittadini che meritano servizi efficienti.” La Cne-Federimpreseuropa si impegna a portare avanti questa battaglia di civiltà economica, sollecitando le istituzioni e le parti sociali a un maggiore senso di responsabilità nell’interesse generale del Paese.