Yermolenko: L’Europa deve prepararsi a difendersi da Putin, Italia compresa
«È toccato alla Polonia, ai Paesi Baltici. Ma anche alla Germania. E potrebbe toccare anche all’Italia. I russi potrebbero piazzare un camion nel centro di Roma, poi lanciare 20 droni in cielo e poi farli esplodere contro edifici governativi o altri luoghi per poi dire “Non sappiamo chi siano. Sono terroristi” o una cosa del genere», avverte Volodymyr Yermolenko, filosofo e scrittore ucraino, in un’intervista prima del suo intervento a Ferrara, in programma per sabato 4 ottobre, riportato Attuale.
Yermolenko sottolinea la continua resistenza e i contrattacchi ucraini contro la Russia, che sta affrontando difficoltà economiche. «La resistenza ucraina non si è fermata, anzi. L’industria petrolifera e della benzina russa, la loro principale fonte di reddito, è costantemente paralizzata dai nostri attacchi. Putin non si fermerà: ormai il suo regime e la sua ideologia dipendono da questa guerra. Per questo l’Europa deve prepararsi: non solo sul piano militare, ma anche contro attacchi informatici, droni e provocazioni. Deve imparare dall’Ucraina a difendersi: la maggior parte dei droni russi che arrivano in massa nel nostro spazio aereo vengono abbattuti dalla nostra difesa».
La situazione attuale e le preoccupazioni per la sicurezza in Europa saranno al centro del suo intervento. «Dirò due cose: primo, che la guerra in Ucraina non riguarda solo noi, ma il futuro dell’Europa nel XXI secolo. Secondo, che l’Europa deve capire che la Russia non è uno Stato-nazione ma un impero che vuole tornare alla logica del 1945, dividendo il continente in due sfere d’influenza. Se l’Unione Europea si frantuma, ogni singolo Paese sarà più vulnerabile al nuovo imperialismo russo, cinese o persino americano», afferma Yermolenko.
Riguardo al suo amore per l’Italia, spiega: «No, adoro l’Italia. Da studente ho viaggiato a Venezia, Verona, Bologna, Vicenza, Padova e naturalmente Roma, che considero una delle città più belle al mondo. Nei miei libri parlo spesso della cultura italiana: uno dei più recenti inizia con il Rinascimento, con Pietro Aretino, e prosegue con il Barocco di Bernini. L’Italia mi ha formato come scrittore e come europeo».
Yermolenko osserva anche le similitudini storiche tra Italia e Ucraina. «Come l’Italia, anche l’Ucraina è stata per secoli divisa in città-stato, repubbliche e territori contesi dalle potenze imperiali. Kiev, come Roma, è stata una capitale splendida nel Medioevo, poi è caduta in declino ed è rinata in epoca barocca. Entrambe le nazioni hanno sperimentato invasioni, dominazioni straniere e la necessità di una rinascita nazionale».
In qualità di presidente di PEN Ucraina, Yermolenko mette in evidenza il ruolo dell’organizzazione: «PEN Ucraina è parte di una rete internazionale di oltre cento centri nel mondo. Negli ultimi sei anni è diventata una comunità forte di scrittori, giornalisti e attivisti, quasi duecento persone. Organizziamo festival letterari e viaggi nei villaggi vicini al fronte per portare libri, poesie e incontri ai bambini. Vogliamo che la cultura sia accessibile anche in tempo di guerra: è un modo per resistere, per difendere il “diritto di esistere”».
Yermolenko conclude avvertendo che l’Europa deve affrontare la minaccia rappresentata da Putin, condividendo un significativo messaggio di speranza per la cultura ucraina. «La guerra ha generato una rinascita culturale: le persone sentono la cultura come un’àncora, qualcosa che aiuta a sopravvivere. Il nostro slogan è “Il diritto di esistere”: significa continuare a scrivere, amare, creare arte nonostante la morte intorno».