Applausi e commozione a Fiumicino per la liberazione di quattro parlamentari italiani, il senatore Marco Croatti, l’eurodeputata Annalisa Corrado, il deputato Arturo Scotto e l’eurodeputata Benedetta Scuderi, rientrati oggi pomeriggio da Tel Aviv dopo essere stati fermati sulla Flotilla diretta verso Gaza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva chiesto la loro liberazione, riportando la situazione al centro del dibattito politico, rivendicando la necessità di prendere posizione in favore della diplomazia, riporta Attuale.
Accolti con volti provati ma sorridenti al Terminal 3, i quattro parlamentari sono atterrati alle 14:10 su un volo di linea. Tra coloro che attendevano il loro arrivo c’erano anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il senatore M5S Stefano Patuanelli e il portavoce di Avs Angelo Bonelli, che ha abbracciato emozionalmente Scuderi, simbolo della delegazione ambientalista a bordo della nave.
Le parole dei parlamentari: «Siamo preoccupati per chi è rimasto in carcere»
Visibilmente provati, i parlamentari hanno espresso preoccupazione per i connazionali ancora detenuti. «Siamo tremendamente preoccupati per tutti gli italiani rimasti nel centro di detenzione. Noi abbiamo passato una nottata molto difficile, bisogna ora portare a casa tutti», ha dichiarato Croatti appena sceso dall’aereo. Anche Scotto ha evidenziato la situazione, affermando: «Stiamo bene. Il nostro pensiero va ora a tutti gli attivisti, affinché siano al più presto liberati. Il nostro pensiero in questo momento va agli italiani e naturalmente a Gaza», preferendo rimandare a domani ulteriori commenti.
Il silenzio di Annalisa Corrado
Annalisa Corrado ha scelto di rimanere in silenzio davanti ai cronisti, abbracciando a lungo colleghi e familiari. Scuderi ha dichiarato: «Stiamo bene. Siamo un po’ provati ma siamo tornati. Sono successe tantissime cose. Ci sono state delle violazioni, sono successe un sacco di cose, ne parleremo tutti insieme domani». Poche ore prima, in un corteo a Roma, Bonelli aveva criticato il governo affermando: «Siamo più sereni che Scuderi torni a casa, ma la nostra rabbia resta sulle spiagge di Gaza. Le parole del governo di Meloni sono state indecenti e incendiarie. Condanna la Flotilla e non Netanyahu». Ha poi sottolineato che in Italia esiste un sentimento di indignazione in risposta a una situazione che sta scrivendo una «pagina orribile della storia».
Una situazione in stallo
Il rientro a Fiumicino non conclude la vicenda, poiché restano ancora fermati altri cittadini italiani e decine di attivisti internazionali. Il ministero degli Esteri israeliano ha ribadito che nessuna delle barche potrà avvicinarsi alla Striscia di Gaza, considerata una «zona di combattimento attiva». Oggi, anche l’ultima nave, la Marinette, è stata intercettata a 42 miglia nautiche dalla costa. La liberazione dei parlamentari italiani era stata sollecitata nelle ultime ore dal ministro Antonio Tajani nei contatti con il suo omologo israeliano Saar.