La burocrazia in Italia: come le norme sovraccaricano cittadini e piccole imprese

05.10.2025 02:25
La burocrazia in Italia: come le norme sovraccaricano cittadini e piccole imprese

La burocrazia italiana sotto accusa: un fioraio rischia una sanzione da 150.000 euro

Roma, 5 ottobre 2025 – La burocrazia continua a infliggere forti pressioni su cittadini e imprese in Italia. Un fioraio ha smarrito un tablet contenente i dati dei clienti per le consegne a domicilio e ha solo 72 ore per presentare un rapporto al Garante per la privacy, altrimenti rischia una sanzione che può variare da 25.000 a 150.000 euro, riporta Attuale. Per risolvere la questione, il fioraio è costretto a pagare un professionista per gestire la complessità burocratica, con costi aggiuntivi che si aggirano tra i 350 e i 500 euro.

Questa situazione evidenzia il paradosso di un sistema normativo composto da circa 160.000 leggi, con alcune stime che suggeriscono un numero ancora maggiore. In questo contesto, Marco Capozi, responsabile delle relazioni istituzionali e affari legislativi della Cna, sottolinea l’urgenza di semplificare le procedure, affermando che “l’approccio attuale non è sostenibile per le piccole imprese”.

Il Ddl Semplificazioni, attualmente in discussione, prevede la riduzione di almeno 600 procedure entro il 2026. Capozi spiega anche la necessità di differenziare le necessità in base alla dimensione dell’impresa. “Se si trattano dati non sensibili, non ha senso imporre procedure complesse che le piccole attività non possono gestire”, commenta.

Il tema della burocrazia diventa ancora più urgente alla luce dei dati recenti: solo il 55% degli italiani tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato i servizi digitali della pubblica amministrazione, rispetto a una media dell’UE del 70%. Solo Bulgaria e Romania hanno tassi inferiori, evidenziando la necessità di migliorare l’accesso ai servizi pubblici digitali.

Secondo Capozi, oltre ai problemi di accesso, le piccole imprese affrontano complessità significative per l’attivazione di un’attività economica, con richieste che possono coinvolgere fino a 72 adempimenti e comunicazioni con oltre 30 enti. “Ci stiamo battendo affinché si arrivi a un titolo abilitativo unico”, afferma, promettendo che nei prossimi mesi potrebbero esserci sviluppi positivi in questo senso.

Mentre il fioraio fatica a districarsi nel labirinto burocratico, è chiaro che l’inefficienza del sistema non solo spreca tempo, ma mina la fiducia tra cittadini e istituzioni. La politica deve affrontare con urgenza il tema della semplificazione burocratica se desidera sostenere il tessuto economico del paese.

Capozi avverte che il problema richiede un cambiamento culturale nel modo in cui le pubbliche amministrazioni gestiscono i dati e le informazioni: “Le informazioni devono essere condivise, non riservate a una singola banca dati”. Con l’avanzamento della digitalizzazione, e il supporto delle risorse del Pnrr, il futuro potrebbe portare a una burocrazia più efficiente, ma richiede il riconoscimento dell’importanza di snellire le procedure.

Il dibattito sulla burocrazia risulta quindi cruciale non solo per le piccole imprese, ma per tutti i cittadini, in particolare per i segmenti più vulnerabili della popolazione, come gli anziani, che spesso devono fare affidamento su assistenza esterna per gestire le pratiche burocratiche quotidiane, un chiarimento necessario che evidenzia la complessità e la fatica del sistema attuale.

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