Un milione in marcia a Roma per la Palestina, ma la Questura ne conta solo 250mila
Oggi, Roma ha visto una massiccia manifestazione per la Palestina, con una partecipazione che alcuni organizzatori stimano in un milione di persone, mentre secondo la Questura il numero è di 250mila. Il corteo è partito da Piramide e ha attraversato la città fino a San Giovanni, con strade affollate fino al Colosseo, riporta Attuale.
La manifestazione è stata organizzata dagli studenti palestinesi e dall’unione democratica arabi-palestinese, attirando l’attenzione di sindacati come Usb e Cgil, nonché di diverse associazioni sociali. Durante il percorso, i partecipanti hanno portato una grande bandiera della Palestina, dichiarando “Roma è bloccata. Tutta. Siamo un milione di persone per la Palestina. L’Italia sa da che parte stare”. Tuttavia, la giornata è stata segnata anche da momenti di tensione con le forze dell’ordine, in particolare quando un petardo è stato lanciato contro la polizia e la statua di Giovanni Paolo II è stata imbrattata con la scritta “fascista”.
Le forze dell’ordine hanno dovuto intervenire per contenere un gruppo di circa 200 manifestanti che si sono staccati dal corteo, utilizzando idranti per bloccarli. Si sono verificati incidenti isolati in altre zone della città, culminando in sette arresti. Il bilancio finale del ministero ha registrato 41 feriti tra le forze di polizia e due manifestanti arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.
Il corteo era caratterizzato da simboli della Flotilla, come una barchetta di cartone e striscioni provocatori, tra cui uno che proclamava il “7 ottobre giornata della Resistenza palestinese”. Tuttavia, alcune tensioni sono emerse quando diversi pullman diretti alla manifestazione sono stati bloccati e perquisiti dalla polizia, trovando a bordo maschere antigas, aste metalliche e mazze di legno.
Durante la manifestazione, cinque minorenni provenienti da Pisa sono stati identificati mentre portavano caschi e fumogeni. I manifestanti, al Colosseo, hanno esposto bandiere di Hamas e Hezbollah, accompagnate da cori contro l’Idf. Inoltre, gruppi LGBTQIA+, tra cui Arcigay e Gay Center, hanno partecipato all’evento. La manifestazione si è conclusa con una videochiamata alla Freedom Flotilla in viaggio verso Gaza, sottolineando l’unità di intenti tra i partecipanti.
Mah, una manifestazione così grande e piena di tensione… È strano vedere come alla fine certi numeri vengano sempre ridotti, come se contare le persone fosse un gioco. In un momento come questo, dovremmo ascoltare le voci anziché sminuirle. La protesta ha un senso profondo, ma perché devono esserci sempre problemi?