Cresce la minaccia del “flotta ombra” russa nel Mar Baltico secondo Estonia e Danimarca

06.10.2025 11:25
Cresce la minaccia del “flotta ombra” russa nel Mar Baltico secondo Estonia e Danimarca
Cresce la minaccia del “flotta ombra” russa nel Mar Baltico secondo Estonia e Danimarca

Il 4 ottobre 2025 l’Centro di Intelligence delle Forze di Difesa dell’Estonia ha pubblicato un rapporto che mette in evidenza un aumento significativo delle attività del cosiddetto «flotta ombra» russa nel Mar Baltico, con conseguenti rischi per la sicurezza regionale. Il documento sottolinea che limitare queste operazioni rafforzerebbe la sicurezza dell’intera area.

Provocazioni russe nei passaggi marittimi danesi

Il 3 ottobre 2025 il direttore del Servizio di Intelligence Militare danese, Thomas Arenkiel, ha dichiarato che navi militari russe hanno compiuto ripetute provocazioni nei passaggi che collegano il Baltico al Mare del Nord, incidendo direttamente sulla navigazione tra la penisola scandinava e lo Jutland. Questi episodi includono collisioni con unità navali danesi, puntamento di armi verso elicotteri e disturbi ai sistemi di navigazione.

Il contesto strategico del Baltico

Dall’inizio dell’aggressione militare russa all’Ucraina, il Mar Baltico è diventato una via fondamentale per il commercio russo, ospitando oltre il 60% delle esportazioni marittime di petrolio della Federazione. Limitare il transito di queste navi potrebbe ridurre significativamente le entrate russe e, di conseguenza, il loro potenziale militare. Inoltre, considerando le precarie condizioni tecniche di molti di questi tanker, si ridurrebbe anche il rischio di catastrofi ambientali. Recenti dati evidenziano la possibile connessione del «flotta ombra» a incidenti di sicurezza costiera, inclusi voli di droni in vari Stati europei, tra cui Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Germania e Belgio.

Reazioni e misure internazionali

Secondo l’intelligence danese, alcune navi russe hanno attraversato i passaggi danesi con sonar e apparecchiature per disturbare le comunicazioni, provocando significative interferenze GPS. Un’unità militare russa è rimasta oltre una settimana in acque danesi, segnalando un possibile avvertimento contro eventuali limitazioni al transito del «flotta ombra». Le autorità estoni, consapevoli delle proprie limitazioni, chiedono ora un’azione congiunta internazionale, richiamandosi all’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, che consente ai Paesi costieri di fermare e ispezionare navi sospette.

Azioni europee e NATO

Il 2 ottobre 2025 il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che le nazioni europee inizieranno a ostacolare il transito delle navi del «flotta ombra» nelle proprie acque, stimando che circa 800-1000 tanker supportino gli sforzi militari russi. Questa decisione segue l’arresto di membri dell’equipaggio del tanker Boracay, implicato in attività sospette vicino alla Danimarca. A fine settembre 2025, il NATO ha deciso di rafforzare il pattugliamento nel Mar Baltico, a seguito di un aumento di avvistamenti di droni vicino a infrastrutture strategiche, con una maggiore sorveglianza tramite piattaforme di intelligence e raccolta dati.

Implicazioni e rischi per la sicurezza regionale

Le attività del «flotta ombra» russa rappresentano una nuova dimensione della pressione militare e ibrida contro l’Occidente. L’azione coordinata di Estonia, Danimarca e altri alleati NATO appare cruciale per mantenere la stabilità nel Mar Baltico e proteggere le rotte marittime vitali. Un mancato intervento potrebbe aumentare i rischi di incidenti e incidenti ambientali di ampia portata, con ripercussioni geopolitiche significative.

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