Gino Cecchettin: la giustizia riparativa è possibile anche per Filippo Turetta

07.10.2025 06:45
Gino Cecchettin: la giustizia riparativa è possibile anche per Filippo Turetta

Gino Cecchettin: la sfida della giustizia riparativa e il contrasto alla violenza di genere

Nel primo anniversario dalla nascita della Fondazione Giulia Cecchettin, Gino Cecchettin ha espresso il suo dolore e le sue riflessioni sulla violenza di genere durante un evento a Milano, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e del presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, riporta Attuale. La fondazione ha come missione educativa fondamentale la lotta contro la violenza di genere, partendo da due elementi essenziali: educazione e prevenzione. Giulia Cecchettin, figlia di Gino, è stata uccisa quasi due anni fa dall’ex fidanzato Filippo Turetta.

Gino Cecchettin ha dichiarato la sua convinzione che la giustizia riparativa possa offrire un percorso valido di reinserimento per le persone che hanno commesso crimini gravi, incluso un femminicidio. Tuttavia, ha specificato di non considerare il caso di Turetta adatto a questo tipo di soluzione al momento, poiché il processo è ormai giunto a una fase avanzata. Ha affermato: “È troppo tardi” per iniziare un percorso di riparazione ora, sottolineando la necessità di più tempo per affrontare tali questioni con serietà.

Durante il suo intervento, Cecchettin ha toccato anche il tema della pressione mediatica e del lutto, affermando che le persone in questa situazione si sentono spesso giudicate e fraintese. Ha condiviso la sua determinazione a combattere gli stereotipi, affermando che affrontarli può contribuire a creare un cambiamento nella società. “Un po’ alla volta le cose cambiano. Non abbiamo molta scelta: si deve far così, cercare di combattere le correnti contrarie”, ha dichiarato.

Tuttavia, il discorso di Cecchettin arriva in un contesto drammatico, con tre femminicidi registrati nelle ultime ore. Sottolineando l’importanza della consapevolezza riguardo al tema della violenza di genere, ha indicato il bisogno di maggiori studi e discussioni. Per lui, è fondamentale costruire soluzioni basate su una comprensione scientifica del fenomeno, avvalendosi di un comitato scientifico di esperti.

Cecchettin ha evidenziato anche la necessità di iniziare a educare sin dalla scuola, creando materiali didattici che rendano più accessibile la comprensione della violenza di genere. Ha espresso speranza per un cambiamento culturale: “Spero che i tempi siano maturi per capire che la violenza contro le donne è un problema (innanzitutto) degli uomini”.

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