La generazione Z in Italia affronta la paura del fallimento, ma mantiene speranza per il futuro

07.10.2025 18:25
La generazione Z in Italia affronta la paura del fallimento, ma mantiene speranza per il futuro

Giovani italiani: speranza e paura del fallimento nella formazione sociale

Milano, 7 ottobre 2025 – I giovani italiani dimostrano un livello soddisfacente di speranza attiva, con una media di 3,61 su 5 nella capacità di immaginare percorsi alternativi per il futuro. Tuttavia, la paura del fallimento pesa notevolmente sull’autovalutazione, specialmente tra le ragazze e i giovani più grandi, riporta Attuale.

Inoltre, i giovani mostrano buoni livelli di empatia e attenzione ai valori morali, in particolare tra le ragazze e i più giovani.

I risultati dell’indagine condotta da Ipsos per l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo saranno al centro di Parole A Scuola, un evento formativo gratuito sulla Generazione Z che si svolgerà il 18 ottobre a Milano.

Contrariamente all’etichetta di “generazione social”, gli adolescenti di oggi affrontano un conflitto silenzioso quotidiano tra la costante paura di fallire, la necessità di essere riconosciuti nella loro complessità e la ricerca di alternative e speranza.

La ricerca, realizzata su un campione rappresentativo di 815 adolescenti italiani tra i 14 e i 19 anni, utilizza la metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview) e offre un’analisi dettagliata del rapporto tra i giovani, l’empatia, la speranza e i valori morali, ritenuti cruciali per lo sviluppo personale e la partecipazione consapevole alla vita sociale.

Il professor Elena Marta, esperta di Psicologia sociale e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Giovani, evidenzia che “il messaggio che emerge dal nostro studio è che gli adolescenti non chiedono di essere protetti da ogni difficoltà, ma di essere riconosciuti nella loro fatica e di essere ascoltati. Hanno bisogno di figure di riferimento e di comunità che li accompagnino nella crescita, senza ridurli a etichette di ‘successo’ o ‘fallimento’”.

La speranza, secondo la teoria di Snyder, è una combinazione di capacità di immaginare strade alternative (pathway) e motivazione interna (agency). Nonostante le sfide sociali, i giovani italiani mostrano livelli positivi di speranza attiva, con punteggi di 3,61 per pathway e 3,52 per agency. In particolare, i giovani della fascia 14-16 anni risultano più ottimisti (3,66 per pathway) rispetto ai coetanei più grandi (3,54).

La paura di fallire si rivela un sentimento pervasivo, in particolare a scuola, dove le ragazze esprimono un livello di ansia maggiore rispetto ai ragazzi. Le medie variano tra 2,4 e 2,9 su una scala da 1 a 5, con un forte impatto legato alla vergogna e al timore di deludere. Inoltre, gli adolescenti di età compresa tra 17 e 19 anni vivono questa paura con maggiore intensità rispetto ai più giovani.

La scuola è, secondo l’indagine, percepita come un luogo di giudizio piuttosto che di crescita, dove cattivi risultati possono diventare etichette permanenti. Il linguaggio utilizzato nel contesto scolastico ha un impatto significativo sull’autostima, con commenti negativi e voti umilianti che spesso sfociano in violenze emotive quotidiane.

Un dato interessante è che gli studenti dei licei percepiscono una pressione maggiore rispetto a chi frequenta istituti tecnici o professionali, a causa delle aspettative più elevate e della minore tolleranza alla fatica personale.

Nonostante gli stereotipi, la generazione Z dimostra un forte livello di empatia e attenzione ai valori morali, come evidenziato dalla scala di moral foundation relevance. Le priorità per i giovani includono il “prendersi cura/non arrecare danno” (4,61 su 6) e la “giustizia” (4,58 su 6), con le ragazze e i più giovani (14-16 anni) che mostrano una maggiore sensibilità.

La partecipazione a Parole a Scuola è gratuita e aperta al pubblico. Per iscriversi e consultare il programma completo, visitare il sito ufficiale.

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