La teoria del pazzo: come Trump riutilizza una strategia storica di intimidazione politica

10.10.2025 15:05
La teoria del pazzo: come Trump riutilizza una strategia storica di intimidazione politica

La strategia della «Teoria del Pazzo»: un approccio politico controverso

Recentemente, la cosiddetta «Teoria del Pazzo» viene alla ribalta, una strategia antica basata sulla dimostrazione della propria imprevedibilità per intimidire gli avversari, ottenendo vantaggi senza l’uso delle armi. Si tratta di un gioco d’azzardo ad alto rischio, riportando l’attenzione globale su leader come Donald Trump e Vladimir Putin, che cercano di trarre profitto da una percezione di follia calcolata, riporta Attuale.

Questo approccio, nato dall’idea di far credere ai nemici che un leader potrebbe compiere qualsiasi azione, anche la più imprevedibile, è stato utilizzato da vari leader globali in tempi recenti. Trump, ad esempio, ha cercato di incutere timore senza ricorrere all’uso attivo della forza militare, mentre Putin ha minacciato costantemente l’Occidente con la possibilità di utilizzare armi nucleari. Kim Jong-un, con la sua immagine di leader eccentrico, si è presentato come un personaggio capace di atti imprevedibili, ma la sua postura aggressiva sembra essere, in effetti, una forma di deterrenza.

L’inizio di questa strategia può essere ricondotto ai tempi del presidente Nixon, che la utilizzò durante gli anni della Guerra del Vietnam, quando tentò di forzare il governo nordvietnamita a negoziare una pace minacciando reazioni sproporzionate. Nixon sfidava il nemico comunista con l’intento di ottenere risultati rapidi e decisivi.

Le origini della «Teoria del Pazzo» si trovano approfondite anche nel pensiero di Niccolò Machiavelli, che nel suo celebre «Il Principe» suggerisce che un sovrano può trarre beneficio dal simulare follia per intimidire i nemici. Un leader che appare imprevedibile e pronto a decisioni drastiche può benissimo scoraggiare i propri avversari, riducendo così la necessità di una forza diretta.

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