Rilasciati prigionieri palestinesi a 20 anni dal linciaggio di due riservisti israeliani
Il Cairo – I fatti del 12 ottobre 2000 a Ramallah continuano a far parlare di sé. Yossi Avrahami, di 38 anni, e Vadim Norzhitz, di 33 anni, due riservisti dell’esercito israeliano, furono catturati dopo aver attraversato erroneamente un posto di blocco palestinese. Subito dopo la notizia della loro cattura, una folla inferocita marciò verso il commissariato di polizia, dove furono brutalmente linciati. I loro corpi vennero trascinati in strada come trofei. Tra i partecipanti al linciaggio c’era Aziz Salha, il quale, poco prima di essere ucciso in un raid israeliano, mostrò con orgoglio le sue mani insanguinate. Oggi, alcune di quelle persone coinvolte in quell’assalto, tra cui Raed Sheikh, vengono celebrate mentre si avvicinano ai 20 anni da quell’orrendo evento, riporta Attuale.
Sheikh, attualmente incluso in una lista di prigionieri, sarà liberato insieme a 250 ergastolani, un gesto di buona volontà da parte di Israele in cambio del ritorno di 48 ostaggi ancora nelle mani di Hamas. I trasferimenti sono già iniziati e i primi detenuti verranno trasportati nelle prigioni israeliane di Ketziot e Ofer. Circa 1722 palestinesi, arrestati dopo il 7 ottobre, torneranno liberi, ma non tutti i nomi sulla lista sono privi di un passato criminale.
Tra i nomi di chi riacquisterà la libertà ci sono molti individui con condanne gravi, tra cui Baher Badr, responsabile della pianificazione di un bombardamento che costò la vita a otto persone, e Nabil Abu Khdir, che assassinò sua sorella. Tuttavia, non verranno restituiti i corpi di Yahya e Mohammad Sinwar, i leader di Hamas uccisi negli ultimi mesi.
Le famiglie delle vittime rimangono in silenzio davanti a questo gesto, mentre il fratello di Vadim, uno dei riservisti uccisi, esprime il suo dolore per la prossima liberazione del responsabile della morte del fratello, sottolineando un profondo senso di ingiustizia e dolore che riemerge con il ritorno alla libertà di chi ha commesso atti atroci.
In un contesto già carico di tensioni, la decisione di Israele di rilasciare un numero significativo di prigionieri palestinesi si presenta come un gesto controverso, evidenziando le profonde divisioni e complessità del conflitto israelo-palestinese.