Carmela Fiorella accusata di falsificazione del titolo di studio deve restituire 35mila euro ad Aeroporti di Puglia

14.10.2025 23:15
Carmela Fiorella accusata di falsificazione del titolo di studio deve restituire 35mila euro ad Aeroporti di Puglia

Carmela Fiorella, accusata di aver ottenuto un incarico dirigenziale in Aeroporti di Puglia grazie a un titolo di studio falsificato, ha accettato di versare 35mila euro e di prestare lavoro socialmente utile presso la Caritas di Barletta nell’ambito della messa alla prova. La donna, moglie dell’ex assessore regionale pugliese Filippo Caracciolo, è ora sotto processo a Bari per la presunta laurea falsa presentata nel contesto di un bando per la posizione di dirigente delle Risorse umane, riporta Attuale.

Dimissioni dopo due settimane e l’ammissione di responsabilità

Dopo sole due settimane dall’assunzione, Fiorella si è dimessa a seguito dell’apertura di un’indagine. In una lettera aperta, ha ammesso le sue responsabilità, dichiarando che il marito non era a conoscenza della situazione. Attualmente, è accusata di falso materiale e ideologico, truffa aggravata e falsa autocertificazione.

Da Economia a Scienze delle Amministrazioni: il falso sul titolo

Nel suo curriculum, Fiorella ha falsamente dichiarato di possedere una laurea in Economia e management dall’Università di Bari, mentre in realtà aveva conseguito nel 2012 una laurea in Scienze delle Amministrazioni, titolo non idoneo per partecipare al bando. Inoltre, è accusata di avere indicato un master di secondo livello in “Organizzazione del personale” presso l’Università Bocconi di Milano, anziché un master di primo livello. Queste falsità, secondo le accuse, le avrebbero permesso di essere selezionata come membro del Cda di Acquedotto Pugliese dal 2017 al 2021.

Parere favorevole della Procura: udienza il 3 dicembre

La Procura di Bari ha dato un parere favorevole alla messa alla prova, e il fascicolo è stato trasferito al giudice per le indagini preliminari Francesco Vittorio Rinaldi, che terrà un’udienza il 3 dicembre per discutere della messa alla prova, che sospenderebbe il procedimento penale. Non è previsto alcun risarcimento per Aqp e Uniba, identificati dalla Procura come parti offese insieme ad Aeroporti di Puglia.

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