Colpo di stato in Madagascar: Andry Rajoelina deposto dai militari
Dopo settimane di proteste popolari, i militari del CAPSAT hanno deposto il presidente Andry Rajoelina, costringendolo a fuggire all’estero. Le dimostrazioni contro la corruzione e le disuguaglianze sociali, iniziate il 25 settembre 2025, hanno trovato il sostegno dei militari, culminando in un’azione decisiva che ha portato alla caduta del governo, riporta Attuale.
Il CAPSAT, o Corps d’armée des personnels et des services administratifs et techniques, è un’unità logistica dell’esercito non combatte, ma ha demonstrato di essere la forza militare più influente del paese grazie ai suoi legami con l’élite economica. Rajoelina, che era salito al potere nel 2009 tramite un colpo di stato militare, aveva tentato senza successo di inserirvi alleati fidati.
Le manifestazioni che hanno portato al colpo di stato hanno coinvolto principalmente la gioventù, con la nascita di un movimento “Gen Z” simile a quelli emersi in altre nazioni, come Nepal e Marocco. I manifestanti hanno adottato il simbolo della bandiera dei pirati del manga One Piece, testimoniando una connessione culturale e generazionale.
All’inizio, il governo di Rajoelina ha risposto con la violenza, causando la morte di 22 manifestanti in pochi giorni. Tuttavia, il 11 ottobre, il CAPSAT è intervenuto promettendo di schierarsi con i manifestanti, chiedendo la fine della repressione violenta. «È ora di smettere di sparare ai nostri concittadini», hanno dichiarato.
Con i militari che si schierano con il popolo, la situazione è rapidamente cambiata. I posti di blocco governativi sono stati rimossi e i manifestanti hanno potuto entrare nel centro di Antananarivo, accolti come eroi dai soldati. Rajoelina ha denunciato il tentativo di colpo di stato, ma il 15 ottobre, il CAPSAT ha rivendicato il controllo delle forze armate, forzando la fuga del presidente, il cui destino attuale è incerto, con voci su un possibile rifugio a Dubai.
Il colonnello Michael Randrianirina, identificato come portavoce dei CAPSAT, ha annullato tutte le istituzioni statali, mantenendo attiva solo l’Assemblea nazionale, che aveva appena votato per rimuovere Rajoelina. I CAPSAT hanno creato un Consiglio Nazionale di Difesa per la Transizione, prevedendo un nuovo governo e future elezioni.
Per evitare misure internazionali punitive, Randrianirina e il CAPSAT cercano di presentare l’accaduto come una rivoluzione popolare piuttosto che un golpe militare. Tuttavia, rimane da vedere come evolveranno le relazioni tra i militari e i manifestanti, specialmente considerando i legami economici dei CAPSAT con l’élite locale. L’incertezza regna sulla possibilità di un ritorno a un governo civile.