Tassa di soggiorno, il Pd critica il governo: “Trattenendo il 30%, non si supportano i Comuni”

15.10.2025 18:55
Tassa di soggiorno, il Pd critica il governo: “Trattenendo il 30%, non si supportano i Comuni”

Il Governo Italiano Intende Prolungare la Tassa di Soggiorno per il 2026

ROMA – Il Governo italiano sta considerando di estendere anche per il 2026 la possibilità per i Comuni di aumentare la tassa di soggiorno, trattenendo però il 30% del gettito per scopi come l’assistenza ai minori non accompagnati. “Il turismo crea ricchezza che finisce allo Stato”, ha denunciato la deputata democratica Silvia Roggiani, commentando la bozza del Dl anticipi. Secondo Roggiani, il principio alla base di questa decisione è “totalmente sbagliato: in questo modo si scaricano sui Comuni oneri e responsabilità, trattenendo a Roma una parte del gettito che invece dovrebbe restare sul territorio”, riporta Attuale.

La situazione è complicata dall’”overtourism”, con Roma che trova risorse raccolte dai territori, mentre ai Comuni rimangono i costi. Roggiani critica il Governo Meloni, affermando che la tassa di soggiorno dovrebbe servire a compensare questi squilibri, ma il governo preferisce metterci le mani sopra. La destra afferma di parlare di autonomia, ma nei fatti impone una visione centralista e distorta dei rapporti tra Stato e Comuni.

Per il Partito Democratico, diventa quindi cruciale “difendere il principio che le entrate generate localmente restino ai Comuni, per migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio culturale e sostenere un turismo realmente sostenibile”. La vicecapogruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè, ha bollato la decisione del Governo come un “grave errore”: sottrarre risorse ai Comuni, destinate a servizi e sviluppo dei territori, per finanziare politiche sociali dovrebbe essere responsabilità diretta dello Stato. Questo approccio tradisce il principio di sussidiarietà e lascia i bilanci locali con la responsabilità di sostenere ambiti cruciali come disabilità e assistenza.

Bonafè ha definito “incomprensibile” l’uso della tassa di soggiorno per colmare le carenze strutturali del Governo nella programmazione sociale. La decisione presa ieri in Consiglio dei Ministri porterà infatti a una “grave riduzione delle risorse dei Comuni già in difficoltà”, necessarie per compensare l’incapacità del governo di trovare fondi nei ministeri competenti. Inoltre, Bonafè ha sottolineato che le politiche per la disabilità non dovrebbero dipendere dall’andamento dei flussi turistici, che sono naturalmente variabili. È essenziale avere fondi stabili, strutturali e garantiti, non misure tampone e improvvisate. I deputati del Pd si augurano un rapido ripensamento da parte del Governo.

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