Medici Senza Frontiere chiude ospedale a Port-au-Prince per insicurezza causata da bande criminali

15.10.2025 20:25
Medici Senza Frontiere chiude ospedale a Port-au-Prince per insicurezza causata da bande criminali

Medici Senza Frontiere chiude il centro d’emergenza a Port-au-Prince a causa della violenza

L’ong Medici Senza Frontiere ha annunciato la chiusura permanente del suo centro di medicina d’emergenza situato nel quartiere Turgeau di Port-au-Prince, capitale di Haiti, a causa dei continui combattimenti tra bande criminali che affliggono la città. Il centro, temporaneamente chiuso lo scorso marzo a seguito di attacchi armati contro i veicoli dell’ong, non può riaprire a causa dell’inaccettabile rischio per il personale e i pazienti, riporta Attuale.

Jean-Marc Biquet, capo della missione a Haiti, ha dichiarato che, nonostante la chiusura, Medici Senza Frontiere proseguirà le operazioni nelle altre strutture attive nel paese. Tra il 2021 e il 2025, il centro di Turgeau ha assistito oltre 100mila pazienti, svolgendo un ruolo cruciale in una città in crisi, dove più del 60% degli ospedali sono attualmente inattivi.

Haiti, uno degli stati più poveri del mondo, è in una situazione di instabilità politica e sociale dalla morte del presidente Jovenel Moïse, avvenuta nel luglio del 2021. Oggi, gran parte del paese, compresa la capitale, è sotto il controllo di bande armate che proliferano in un contesto di violenza e caos. A partire dal 2023, una missione delle Nazioni Unite guidata dal Kenya ha cercato invano di fronteggiare il potere delle bande, mentre la situazione continua a deteriorarsi.

Recentemente, all’inizio di ottobre, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato un piano per l’espansione della missione, autorizzando l’invio di 5.500 soldati e agenti di polizia sull’isola, nel tentativo di ripristinare la sicurezza e l’ordine necessario per la popolazione.

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