Emanuele Ranucci: “Vivo con il timore che ogni saluto a mio padre possa essere l’ultimo”

17.10.2025 18:25
Emanuele Ranucci: “Vivo con il timore che ogni saluto a mio padre possa essere l'ultimo”

Attentato contro Sigfrido Ranucci: esplosione danneggia la sua auto

Un ordigno ha fatto esplodere l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, giovedì 16 ottobre a Campo Ascolano, tra Roma e Pomezia. L’attentato, che ha danneggiato anche un’altra auto della famiglia e la casa, si è verificato intorno alle 22. Ranucci ha dichiarato: “Mia figlia è passata davanti alla mia auto pochi minuti prima dell’esplosione, potevano ammazzarla…”, riportano Attuale.

Secondo le prime indagini, sarebbe stato utilizzato almeno un chilo di esplosivo. Questo attacco segue una serie di minacce rivolte al giornalista, che ha vissuto sotto scorta per anni. In un post su Facebook, il figlio Emanuele ha riflettuto sul timore costante di perdere il padre: “Vivo da sempre con il pensiero, il timore che ogni volta che saluto mio padre possa essere l’ultima”.

Ranucci, noto per il suo coraggio e la sua determinazione nel documentare verità scomode, è un obiettivo a causa del suo lavoro d’inchiesta. Dieci mesi fa, ha raccontato la sua esperienza di vivere sotto minaccia, evidenziando come la sua vita sia scandita da eventi di paura e incertezze costanti.

Nel settembre 2024, Ranucci fu vittima di un agguato, ma è riuscito a sfuggire illeso. Il suo approccio investigativo, che lo ha portato in luoghi pericolosi, gli ha fatto guadagnare il rispetto di molti e la ira di alcuni gruppi. “Quando hai sette anni e ci sono proiettili nella cassetta della posta di casa tua…” ha scritto Emanuele, riflettendo sull’infanzia segnata dalla paura, una situazione per la quale il padre ha dovuto fare sacrifici enormi.

Il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno condannato l’attacco, richiamando l’importanza della libertà di informazione. Meloni ha sottolineato come non si possa compromettere la sicurezza dei giornalisti, essenziali per una democrazia sana.

Ranucci, intervistato dopo l’esplosione, ha confermato di non essere presente al momento dell’attentato, ma ha espresso la sua gratitudine per la sicurezza della sua famiglia. La situazione evidenzia la necessità di proteggere coloro che svolgono un lavoro rischioso, sfidando le ingiustizie e portando alla luce verità in un contesto sempre più pericoloso.

Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei giornalisti in Italia, che continua a fronteggiare minacce crescenti da parte di vari gruppi. La libertà di stampa deve essere difesa per garantire un’informazione libera e pluralista, essenziale per la democrazia e il benessere della società.

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