Funerali di Stato a Padova per i tre carabinieri di Castel d’Azzano, Mattarella in prima fila

17.10.2025 23:17
Funerali di Stato a Padova per i tre carabinieri di Castel d’Azzano, Mattarella in prima fila

Funerali di Stato per i tre carabinieri di Castel d’Azzano: un tributo toccante alla loro dedizione e coraggio

Padova, 17 ottobre 2025 – È troppo pesante questo dolore da portare. E sulla soglia della basilica di Santa Giustina, quando bisogna salire i gradini, arrivano due addetti alle onoranze funebri per aiutare i carabinieri che, con emozione e passo solenne, portano a spalla le bare dei colleghi caduti a Castel d’Azzano, avvolte nel tricolore, riporta Attuale.

In chiesa è presente il presidente Sergio Mattarella, accolto con un applauso dalla piazza. La premier Giorgia Meloni assieme ai ministri Tajani, Crosetto, Salvini, Piantedosi, Nordio, Abodi, Roccella, Schillaci e Bernini, si unisce al leader dell’opposizione, la segretaria del Pd, Elly Schlein. Il comandante dei Carabinieri, Salvatore Luongo, rimane accanto ai suoi uomini durante la cerimonia.

“Oggi questa è la piazza d’Italia”, sottolinea Crosetto, mentre menziona i nomi dei carabinieri Marco, Valerio e Davide. Tra le parole più ripetute durante i funerali ci sono dovere, servizio, onore, coraggio, sacrificio, responsabilità, pacatezza e modestia.

I familiari dei caduti, tra cui il figlio di Valerio Daprà, esprimono il loro dolore e dignità. “È un privilegio chiamarlo papà, un uomo che ha dedicato la propria vita al dovere”, afferma il figlio, mentre il fratello di Piffari sottolinea: “Il loro sacrificio non sia vano”.

Nell’omelia, monsignor Gianfranco Saba, ordinario militare per l’Italia, esprime parole semplici ma solenni: “La vittoria sul mondo e sul male è anche l’amore di chi serve la patria”. Descrive la strage come un “evento duro, doloroso e umanamente incomprensibile” in un contesto di crescente libertà disancorata da ogni forma di riferimento.

La piazza è colma di cittadini e autorità, con 1.200 persone presenti in chiesa. Il ministro Crosetto, emozionato, afferma: “Oggi è uno di quei giorni difficili da vivere. Siamo qui per rendere omaggio a tre carabinieri, tre soldati, tre servitori dello Stato”. Li definisce “i giusti” e sottolinea che sono morti per la patria, il loro nome scritto nella roccia, simbolo della memoria delle forze armate.

In Prato della Valle, un silenzio carico di rispetto accoglie il picchetto d’onore interforze, accompagnato dalla fanfara della Scuola allievi marescialli di Firenze. La folla rimane in attesa mentre le bare tornano in piazza, seguite da una solenne omaggio.

È un momento di commozione quando la premier Meloni, visibilmente emozionata, si stringe ai familiari dei caduti. Le autorità, dopo aver reso omaggio, si dirigono a Roma. Nella memoria rimangono le toccanti parole di Freddie Bernardello, padre di Davide, che aveva realizzato il sogno di diventare carabiniere: “Vola in alto, sarai sempre nei nostri cuori”.

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