La consacrazione della cattedrale nazionale ortodossa a Bucarest: un simbolo di potere e controversie in Romania

23.10.2025 19:35
La consacrazione della cattedrale nazionale ortodossa a Bucarest: un simbolo di potere e controversie in Romania

Consacrazione della Cattedrale Nazionale in Romania: un simbolo di potere ortodosso

Domenica a Bucarest, in Romania, si svolgerà la consacrazione della Cattedrale Nazionale ortodossa, conosciuta anche come Cattedrale della Salvezza della Nazione. Questa struttura, alta 127 metri, è destinata a diventare una delle chiese più grandi al mondo, in grado di accogliere circa 5mila persone durante la liturgia. Il progetto ha suscitato ampi dibattiti in Romania a causa delle sue dimensioni e dei costi significativi, la cui maggior parte è stata coperta dal governo, evidenziando l’influenza e il potere della Chiesa Ortodossa nel paese, riporta Attuale.

I lavori per la costruzione della cattedrale iniziarono nel 2010, includendo non solo la chiesa principale, ma anche altre strutture come portici, edifici per l’accoglienza dei visitatori e un museo. L’interno della cattedrale ospiterà 25mila metri quadrati di mosaici, equivalenti a più di tre campi da calcio. Le campane, di dimensioni imponenti, saranno udibili fino a 15 chilometri di distanza, con residenti nelle vicinanze che si sono già lamentati del loro suono.

Il costo della costruzione è stimato intorno ai 270 milioni di euro, di cui almeno 200 milioni provengono dal governo. Questa somma è rilevante, considerando che la Romania è tra i paesi più poveri dell’Unione Europea, e perciò il finanziamento pubblico dell’opera è stato oggetto di forte contestazione. Il quotidiano romeno Adevarul ha evidenziato che il budget per la cattedrale è cinque volte superiore a quello di un ospedale recentemente costruito per bambini malati di cancro, interamente finanziato tramite fondi privati.

Secondo la Costituzione romena, esistono principi di separazione tra stato e religione, e ASUR, un’associazione per la laicità, sostiene che la Chiesa Ortodossa avrebbe dovuto sostenere il progetto senza aiuto governativo. Inoltre, i critici denunciano l’assegnazione dei lavori per la costruzione in modo poco trasparente.

Con una popolazione di 19 milioni di abitanti, la maggioranza dei quali è ortodossa, il progetto della cattedrale affonda le sue radici nella seconda metà del Diciannovesimo secolo, ma è stato rimandato a causa delle due guerre mondiali e della dittatura comunista. Dal 1945 al 1989, la Romania visse sotto un regime comunista che, sebbene teoricamente ostile alla religione, cercò di controllare e utilizzare la Chiesa per legittimare il proprio potere.

La grandezza della cattedrale e il sostegno pubblico evidenziano il potere attuale della Chiesa Ortodossa in Romania. Sebbene il numero di fedeli sia diminuito, l’influenza religiosa rimane forte, in particolare in ambito politico. In passato, il patriarca Daniel ha giustificato la magnitudine del progetto, dichiarando che esso ridurrà i complessi d’inferiorità della Romania rispetto ad altri paesi, sostenendo che il paese non possedeva fino ad ora strutture ecclesiastiche adeguate al suo significato religioso.

L’altare della cattedrale fu consacrato nel 2018 e il prossimo 26 ottobre si svolgerà la consacrazione delle icone, elementi fondamentali nella liturgia ortodossa. Si prevede una partecipazione massiccia di fedeli alla cerimonia di domenica, mentre da lunedì la cattedrale rimarrà aperta giorno e notte fino alla fine del mese, per permettere ai visitatori di pregare e di esplorarne gli interni.

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