MOSCA – Secondo Igor Yushkov, analista capo del Fondo per la sicurezza energetica nazionale di Mosca, la Russia ha acquisito esperienza nell’eludere le sanzioni imposte. Yushkov, trentotto anni a gennaio e professore dell’Università finanziaria presso il governo russo, è visto come un giovane esponente della nuova generazione dirigente di Putin. Il comparto energetico russo ha già affrontato restrizioni in passato, e la stessa sorte toccherà a Rosneft e Lukoil, che continueranno a operare sia sul mercato interno che estero, riporta Attuale.
Le compagnie petrolifere russe, come Gazpromneft e Surgutneftegaz, hanno dimostrato capacità di adattamento alla crisi, continuando le loro operazioni nonostante le sanzioni. Yushkov sostiene che le esportazioni non diminuiscono, ma i costi aumenteranno a causa della necessità di intermediari più complessi e di maggiori spese per il noleggio e l’assicurazione delle petroliere. Il risultato sarà un progetto di bilancio statale non catastrofico, con una possibile contrazione fino al 40 per cento delle entrate per lo Stato provenienti da Rosneft e Lukoil.
Per quanto riguarda l’importanza dei mercati, Yushkov ritiene che ci sia il rischio di un aumento dei prezzi del petrolio a seguito delle sanzioni, alimentato dalla possibile paura di un deficit nelle esportazioni. Tuttavia, si aspetta che la situazione rimanga solida nel lungo periodo, sottolineando che le compagnie russe sono i principali fornitori di petrolio per mercati giganti come Cina, India e Turchia.
Da parte degli Stati Uniti, il presidente Trump, secondo Yushkov, sembra non avere una visione chiara dell’impatto delle sue sanzioni, con scadenze temporali fissate per evitare di apparire debole nei confronti di Putin. Yushkov rileva che le affermazioni di Trump sulle riduzioni degli acquisti di petrolio da parte dell’India potrebbero rivelarsi infondate, poiché il sostegno a lungo termine per il petrolio russo è fondamentale per il mercato globale.
In conclusione, la Russia rimane fiduciosa nella sua posizione nonostante le sanzioni americane, e non crede in una resa dei mercati asiatici alle pressioni occidentali. Per Yushkov, la chiusura totale delle importazioni di petrolio russo da parte di India e Cina sarebbe devastante, ma dubita che tali misure porteranno effettivamente a un cambiamento di politica estera.
Ma insomma, la Russia continua a trovare modi per aggirare le sanzioni, come se fosse un gioco. E mentre noi qui abbiamo i nostri problemi, loro già sanno come navigare nella crisi. Chissà come finirà questa storia… davvero incredibile!