Le scuole in Mali chiuse fino al 9 novembre per carenza di carburante dovuta agli attacchi jihadisti

27.10.2025 17:35
Le scuole in Mali chiuse fino al 9 novembre per carenza di carburante dovuta agli attacchi jihadisti

Sospensione delle lezioni in Mali a causa della crisi del carburante

La giunta militare del Mali ha ufficialmente sospeso le lezioni nelle scuole e nelle università fino al 9 novembre, a causa della grave carenza di carburante che impedisce a studenti e docenti di recarsi a lezione, riporta Attuale. Questa crisi è stata aggravata dagli attacchi del gruppo jihadista Jama’at Nusrat al Islam wal Muslimin (JNIM), che da settembre colpisce regolarmente le autocisterne di carburante nel paese.

In un intervento in televisione, il ministro dell’Istruzione Amadou Sy Savane ha dichiarato che il governo militare sta facendo “tutto il possibile” per garantire la ripresa delle lezioni lunedì 10 novembre. La situazione attuale evidenzia l’instabilità politica del Mali, un paese ormai da anni in preda a conflitti interni e controllato da una giunta militare dal 2021, dopo un colpo di stato che ha destituito il precedente governo.

JNIM, uno degli attori principali nel conflitto, è noto per essere il gruppo jihadista meglio armato nella regione subsahariana, con almeno 6.000 miliziani attivi in diversi paesi del Sahel. La milizia ha già conquistato ampie porzioni di territorio in Mali e utilizza queste aree per lanciare attacchi mirati contro le autocisterne piene di carburante, causando gravi ripercussioni sul rifornimento del paese che, senza accesso al mare, dipende completamente dalle importazioni terrestri, principalmente dal Senegal e dalla Costa d’Avorio.

Gli attacchi di JNIM hanno provocato un notevole innalzamento dei prezzi, lunghe code alle stazioni di servizio e gravi problemi anche nella fornitura elettrica. Oltre ai trasporti e alle scuole, molte attività produttive legate al carburante si sono fermate. Diverse aziende di trasporto carburante hanno bloccato i viaggi, temendo che i loro conducenti possano essere attaccati. Alcuni preferiscono arrivare solo fino al confine, cedendo il carico a trasportatori locali che si assumono i rischi necessari per entrare nel paese, mentre in altri casi i convogli sono scortati dall’esercito.

JNIM ha dichiarato che gli attacchi alle autocisterne sono una reazione alla decisione della giunta di vietare la vendita di carburante al di fuori delle stazioni di servizio nelle zone rurali, un settore che rappresenta una fonte di guadagno per le milizie. Secondo fonti dell’intelligence interpellate da Radio France Internationale, la giunta militare è in trattative riservate con i miliziani, che chiedono la revoca del divieto e la liberazione di alcuni dei loro membri.

Tuttavia, il governo non ha confermato queste trattative e, tramite la stampa statale, sostiene di avere la situazione sotto controllo. La crisi del carburante ha messo in grave imbarazzo la giunta, che era emersa con ampio consenso popolare promettendo di fermare gli attacchi militari. Secondo Beverly Ochieng, analista del Control Risks Group, JNIM sfrutta questa crisi per esercitare pressione sulla giunta, minando la sua legittimità e riducendo il sostegno pubblico.

Negli ultimi mesi, la giunta ha già visto diminuire il proprio consenso, in particolare dopo il rinvio indeterminato delle elezioni e il passaggio a un governo civile. Le recenti manifestazioni antigovernative sono state represse con fermezza, portando alla dissoluzione di tutti i partiti politici nel paese.

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