Un anno dopo le devastanti alluvioni a Valencia, misure di prevenzione e consapevolezza in aumento
Un anno dopo le catastrofiche alluvioni che colpirono Valencia, causando 229 morti e innumerevoli danni, il governo spagnolo ha implementato misure significative per migliorare la risposta alle emergenze e la gestione delle crisi, riporta Attuale.
L’assenza di un adeguato sistema di allerta durante le inondazioni del 2024 ha portato a ritardi nei messaggi che hanno esposto la popolazione a rischi evitabili. Da allora, la gestione dell’allerta da parte delle agenzie di protezione civile è stata semplificata: ora, i messaggi vengono diffusi con maggiore anticipo. In una recente tempesta a settembre, l’allerta è stata emessa 12 ore prima, includendo raccomandazioni specifiche per garantire la sicurezza dei cittadini.
Un’altra novità introdotta è il permesso di lavoro climatico, implementato nel novembre 2024, che offre ai lavoratori un’opzione di quattro giorni retribuiti per rimanere a casa in caso di allerta meteo, riducendo significativamente i rischi legati agli spostamenti durante le emergenze.
La consapevolezza dei cittadini nei confronti delle allerte meteo è aumentata. Molte aziende hanno cominciato a chiudere in caso di avverse condizioni climatiche, dimostrando una maggiore responsabilità sociale. Il governo ha avviato un programma educativo per insegnare ai giovani come affrontare situazioni di emergenza.
Rubén del Campo, portavoce di AEMET, ha sottolineato l’importanza di mantenere viva questa consapevolezza nel tempo. Per ciò, l’agenzia ha deciso di dare nomi propri alle tempeste più intense, al fine di attirare l’attenzione del pubblico verso fenomeni atmosferici straordinari, simile alla prassi adottata negli Stati Uniti per gli uragani.
AEMET ha inoltre potenziato il monitoraggio delle condizioni climatiche estreme con nuovi radar e satelliti. Nel contesto locale, i funzionari di Valencia hanno sospeso alcuni progetti urbanistici in aree a rischio inondazioni e pianificato la creazione di spazi verdi destinati ad assorbire l’acqua in eccesso, anche se la realizzazione di questi interventi è in fase di ritardo a causa della ricostruzione post-alluvione.