Geert Wilders, leader dell’estrema destra olandese, assente nella campagna elettorale per le elezioni anticipate
Nei Paesi Bassi, il leader dell’estrema destra Geert Wilders ha scelto di rimanere in secondo piano durante la campagna per le elezioni anticipate di mercoledì, nonostante sia stato al centro dell’attenzione mediatica. Evitando dibattiti e rare apparizioni pubbliche, ha preferito una strategia basata su interventi sui social media, tanto da essere descritto da alcuni come un “candidato fantasma”, riporta Attuale.
Mercoledì, i cittadini olandesi sono chiamati alle urne per rinnovare tutti i 150 seggi della Camera dei rappresentanti, la camera bassa del parlamento. Wilders ha provocato la crisi politica che ha portato alle elezioni, facendo cadere il governo lo scorso giugno, dopo aver ritirato il suo Partito per la Libertà (PVV) dalla coalizione, criticando l’approvazione di un piano in 10 punti riguardante l’immigrazione. La sua mossa sembra mirare a sfruttare una situazione politica instabile per riacquistare consensi.
Le ultime elezioni hanno evidenziato un governo caratterizzato da divergenze interne tra i partiti di destra. Allo schieramento governativo, accanto al PVV, erano presenti il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), il Movimento dei contadini e dei cittadini (BBB) e il Nuovo Contratto Sociale (NSC), mentre il primo ministro era l’ex capo dei servizi segreti Dick Schoof.
Durante la campagna, sondaggi recenti mostrano una flessione generale dei consensi per i partiti che compongono la coalizione, con il PVV che rimane comunque in leggero vantaggio con circa il 17%. La principale forza di opposizione, la coalizione tra Sinistra Verde e Laburisti (GL-PvdA), ha mantenuto sostanzialmente i suoi voti, mentre i partiti moderati, Democratici 66 (D66) e Appello Cristiano Democratico (CDA), sembrano in fase di recupero.
L’assenza di Wilders nei dibattiti televisivi ha scatenato dibattiti tra i leader delle altre forze politiche, molti dei quali hanno espresso preoccupazione per il clima di tensione che caratterizza il suo operato. Wilders, dal 2004 sotto scorta per le potenziali minacce alle sue posizioni politiche, ha giustificato le sue assenze con la comunicazione ricevuta dall’agenzia antiterrorismo, che lo indicava come possibile obiettivo di un attentato pianificato in Belgio. Nonostante le misure di sicurezza adottate per proteggere le sue apparizioni, Wilders ha mancato diversi eventi e interviste, ritornando alla campagna solo recentemente in seguito a un calo nei sondaggi.
Il leader del PVV ha affermato che il numero di dibattiti è eccessivo, ma ha altresì utilizzato la sua assenza per attirare l’attenzione, postando immagini sui social media in cui indossava un giubbotto antiproiettile. La sua assenza è diventata un simbolo ed è stata strumentalizzata per evitare il contraddittorio durante i dibattiti.
La decisione di Wilders di far cadere il governo ha accelerato il dibattito pubblico sulla sua affidabilità, con leader di altri partiti che si rifiutano di allearsi a causa delle sue posizioni estreme. In questo panorama politico, diversi partiti, ulteriormente influenzati dalla figura di Wilders, si sono spostati verso politiche più a destra nel tentativo di attrarre l’elettorato in cerca di nuove soluzioni alla crisi abitativa e all’immigrazione.
Il ritorno in auge dei centristi D66 e CDA è attribuito anche alla loro scelta di non inseguire le politiche estreme di Wilders e di mantenere una comunicazione più inclusiva. Henri Bontenbal, leader del CDA, è visto come un’alternativa rassicurante e potrebbe giocare un ruolo cruciale nel prossimo governo, a seconda della direzione che prenderanno i negoziati futuri.
Rimane incerto ciò che queste elezioni porteranno in un contesto politico frammentato, caratterizzato da un sistema elettorale proporzionale e da una soglia di sbarramento bassa, che permette l’accesso a diversi partiti al parlamento. Le preoccupazioni degli elettori riguardano principalmente la crisi abitativa e la gestione dell’immigrazione, temi chiave che i partiti promettono di affrontare nel loro programma politico.