Il design italiano a Mosca: affari in calo e sfide nel mercato russo

31.10.2025 08:05
Il design italiano a Mosca: affari in calo e sfide nel mercato russo

Il Design Italiano in Russia: un Mercato Sotto Pressione

DAL NOSTRO INVIATO
MOSCA – La dolce vita russa del design italiano sta affrontando sfide significative in un mercato sempre più ristretto. «Stiamo tutti attaccati con le unghie a questo mercato sempre più ridotto, per sopravvivere», riporta Attuale.

All’interno del Nuovo Maneggio, un elegante spazio espositivo di Mosca, la scena sembra brillante con splendidi mobili e cristalli di Murano. Tuttavia, dietro le apparenze, le difficoltà si fanno sentire. Oltre 30 stand espongono le creazioni di artigiani italiani, ma il titolare di un’azienda di Mariano Comense lamenta: «I mobili per ufficio rientrano nel più recente pacchetto di sanzioni. Quindi, non possiamo venderli», evidenziando le limitazioni sulla vendita di prodotti al mercato russo.

Giunta alla sua quinta edizione, la rassegna di design si distingue per il suo nome ispirato a Fellini e per la scarsa volontà di rivelare identità e dati aziendali. Come sottolinea Silverio Marian, fondatore del consorzio W.W.T.S, «Tutti vorrebbero vendere e non farsi vedere», riflettendo una strategia di cautela adottata da molti espositori.

Per chi opera nel settore del lusso, le opzioni rimangono limitate: «O dagli Emirati Arabi, o dalla Russia». Un ex dirigente afferma di aver assistito a un cambiamento nel mercato, dove i grandi marchi un tempo dominanti ora cedono il passo a una produzione locale. «I clienti che portavano venti autotreni all’anno di mobili ora li producono qui», spiega Marian, accennando a una trasformazione del panorama commerciale.

Rimanendo in contatto con la geopolitica, molti imprenditori italiani devono affrontare difficoltà logistiche dovute alle sanzioni. «I camion europei non possono entrare e viceversa. Ogni frontiera comporta perdite. Gli specchi e i sanitari sono ora considerati beni bellici a causa dei codici doganali», chiarisce Marian, evidenziando le complicazioni quotidiane. «Ma nessuno parla quando alti funzionari si congratulano per l’aumento dell’export» in paesi come Turchia e Kazakistan.

La parola “triangolazione” è una delle più temute nel settore. molti imprenditori, nonostante le sfide, dimostrano grande capacità di adattamento. Simbolicamente, una delle aziende di lampadari fiorentini ha visto gravemente ridotto il suo fatturato, perdendo il 70% delle commesse dalla Russia. La complessità dei pagamenti e il costo triplo delle spedizioni rendono la situazione ancora più critica.

«Resistiamo, cos’altro possiamo fare? Speriamo che la guerra finisca presto», conclude il mobiliere di Mariano Comense, esprimendo i sentimenti di molti colleghi, ormai intrappolati in una crisi che mette in difficoltà un intero settore.

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